martedì, Febbraio 10, 2026
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CORRELAZIONE TRA CONSUMO DI BEVANDE ZUCCHERATE E NEOPLASIE ORALI: NUOVI RISULTATI DA UNO STUDIO DELLA WASHINGTON UNIVERSITY

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È stata evidenziata una correlazione significativa tra le neoplasie della lingua e della cavità orale e il consumo frequente di bevande zuccherate. Questo riscontro proviene da un team di ricercatori della Washington University di Seattle, guidato da Brittany Barber, che ha analizzato la salute di un campione di donne nel corso di 30 anni. Lo studio, pubblicato il 13 marzo sulla rivista JAMA Otolaryngology – Head & Neck Surgery, ha coinvolto 162.602 partecipanti.

I risultati indicano che, al di là di fattori come il fumo e il consumo di alcol, le donne che assumono una o più bevande zuccherate al giorno presentano un rischio quasi cinque volte maggiore di sviluppare neoplasie orali rispetto a coloro che ne consumano meno di una volta al mese. Questo rischio è stimato a circa 3 casi ogni 100.000 persone. Secondo Alice Alberta Cittone, igienista dentale di Torino e membro del Medical Observatory On Harm Reduction (Mohre), diretto da Fabio Beatrice, gli zuccheri possono influenzare i tessuti, contribuendo a una infiammazione cronica, un noto fattore di rischio per lo sviluppo di tumori, particolarmente quando gli zuccheri provengono da sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio. Sebbene fosse già nota la relazione tra assunzione di zuccheri e tumori gastrointestinali, la novità dello studio risiede nella correlazione con le patologie orali, indipendentemente dall’uso di alcol e tabacco.

Il cancro orale rappresenta una forma neoplastica particolarmente aggressiva, con un’incidenza globale di circa 350.000 casi all’anno. I sintomi possono manifestarsi come afte, gonfiori, noduli, macchie rosso-bianche, mal di gola, mobilità dentale e difficoltà nella deglutizione. Nonostante le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che suggeriscono di limitare il consumo di zuccheri aggiunti al 5% delle calorie totali, i livelli di assunzione rimangono elevati nei paesi sviluppati.

Gli studiosi suggeriscono che gli zuccheri potrebbero essere un fattore che favorisce un’infiammazione persistente, un fattore di rischio noto per lo sviluppo di tumori, in particolare quando gli zuccheri derivano da sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, spiega Cittone. Pertanto, ridurre il consumo di bevande zuccherate dovrebbe essere parte di una strategia globale di prevenzione, con effetti positivi anche sul rischio di obesità e diabete.

Attualmente, numerosi cibi presentano modeste dosi di zuccheri aggiunti, ma le bevande sono senza dubbio i prodotti con la più elevata concentrazione di zuccheri, privi di sostanze nutritive e che tendono a stimolare l’appetito e, di conseguenza, ad incrementare il peso corporeo. Per esempio, una lattina di soda dolcificata contiene in media 35 grammi di zucchero, corrispondenti a circa 9 cucchiaini, fornendo circa 140 calorie.

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