ROMA – Si allunga la lista degli aeroporti italiani alle prese con il “caro-rifornimento”, non in termini di prezzo, ma di effettiva disponibilità di cherosene. Dopo i primi segnali di allarme registrati nel nord Italia, l’emergenza tocca ora il Mezzogiorno, alimentando forti incertezze sulla regolarità dei voli per la prossima stagione estiva.
La mappa dei disagi: da Linate a Brindisi
Nelle ultime ore, i bollettini aeronautici Notam hanno acceso un faro sulla situazione dell’aeroporto di Brindisi. Lo scalo pugliese ha dovuto imporre restrizioni ai rifornimenti, riservando le quote disponibili esclusivamente ai voli di Stato, di soccorso e alle emergenze sanitarie. Le compagnie di linea sono state invitate a calcolare il “tankering”, ovvero a imbarcare negli scali di partenza il carburante necessario anche per la tratta successiva.
Limitazioni analoghe sono segnalate a Reggio Calabria e Pescara, mentre nei giorni scorsi il colosso Air Bp Italiaaveva già annunciato distribuzioni contingentate per gli scali di Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. Sebbene Enac e Aeroporti di Puglia abbiano cercato di rassicurare l’utenza parlando di picchi di traffico pasquale e di ripristino imminente delle scorte, il timore è che si tratti solo della punta dell’iceberg.
Il nodo geopolitico: lo Stretto di Hormuz
Dietro la carenza di cherosene si stagliano le tensioni internazionali. L’Europa importa circa il 30% del carburante per aerei e il blocco dello Stretto di Hormuz, snodo vitale per il greggio del Golfo Persico, sta iniziando a produrre i suoi effetti sulla catena logistica globale. Compagnie come Ryanair e Lufthansa monitorano con apprensione l’evoluzione del conflitto mediorientale: se l’instabilità dovesse protrarsi fino a giugno, il sistema dei trasporti europeo rischierebbe la paralisi proprio nel picco delle vacanze.
Viaggi estivi tra rincari e incognite
Per i viaggiatori, lo scenario è complesso. Oltre alle mete “off-limits” per via dei conflitti (Ucraina, Medio Oriente, Sudan), ora pesano i dubbi operativi. Secondo Assoviaggi di Confesercenti, il settore subisce una doppia mazzata: il costo elevato del carburante e la forza del dollaro, che fanno lievitare i prezzi dei pacchetti turistici.
Il Codacons avverte inoltre sul fronte assicurativo. Molti turisti stanno optando per polizze contro la cancellazione dei voli, che possono costare fino all’8% dell’intera vacanza. Tuttavia, gli esperti ricordano che in caso di volo cancellato per mancanza di carburante, la normativa UE tutela il passeggero prevedendo il rimborso del biglietto o la riprotezione, a prescindere dalle assicurazioni private che spesso presentano franchigie e clausole di esclusione.









