Il regime diffonde un video del detenuto mentre suona la pianola: la famiglia non ha notizie da settimane
Da settimane i genitori non ricevono alcuna comunicazione, nessuna telefonata, nessuna lettera. Del loro figlio — arrestato in circostanze mai chiarite — non sanno più nulla. E mentre cresce l’angoscia della famiglia, il regime ha diffuso nelle ultime ore un’immagine che lo ritrae seduto in cella, intento a suonare una piccola pianola, come se si trattasse di un momento di serenità.
Un contenuto che, secondo gli osservatori internazionali, appare come un tentativo di rassicurazione forzata, più vicino alla propaganda che a una reale testimonianza delle sue condizioni.
📌 Una foto “costruita”
Nello scatto, il giovane è seduto su uno sgabello metallico, lo sguardo fisso verso il basso, le mani sulla tastiera. L’ambiente è spoglio, illuminato da una luce fredda. Nessun riferimento temporale, nessuna prova che l’immagine sia recente.
Secondo alcune fonti, la foto sarebbe stata realizzata appositamente per smentire le accuse di maltrattamenti e per mostrare un detenuto “tranquillo”, impegnato in un’attività ricreativa.
📌 La famiglia: “Non sappiamo se sta bene”
I genitori, però, non si dicono affatto rassicurati:
“Non abbiamo notizie dirette. Non sappiamo se sta bene, se è davvero libero di muoversi o se quella foto è stata scattata sotto pressione.”
La famiglia chiede prove concrete, un colloquio, almeno una telefonata. Finora, nessuna risposta.
Le ONG: “Serve trasparenza”
Diverse organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto l’accesso al luogo di detenzione, sottolineando che la diffusione di immagini non può sostituire la verifica indipendente delle condizioni del prigioniero.
Un caso che divide l’opinione pubblica
Sui social la foto ha generato reazioni contrastanti: c’è chi la interpreta come un segnale positivo, chi invece la considera una messa in scena studiata per placare le critiche internazionali.
Intanto, la famiglia continua ad aspettare. E a sperare che dietro quella pianola non si nasconda un silenzio molto più profondo.









