sabato, Luglio 13, 2024
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CURIOSITÀ SULLE STRADE DI POMPEI

Le strade dell’antica Pompei, così come le altre strade romane, non erano costituite da basoli quadrati o rettangolari (come si possono vedere ancora oggi, ad esempio, su alcune strade di Napoli e delle sua provincia), ma erano ricoperte di basoli poligonali irregolari, Questo perché i poligoni irregolari, ben incastrati tra di loro, davano maggiore stabilità. I basoli non venivano tagliati prima per essere montati per formare il selciato (come avviene oggi con i basoli regolari) ma venivano intagliati sul posto nella forma opportuna per rendere l’incastro perfetto.fb img 1717229252246
I SOLCHI DEI CARRI
Sulle strade di Pompei si possono osservare dei solchi incisi dal passaggio delle ruote dei carri.
Istintivamente viene da pensare che siano dovute al continuo sfregamento delle ruote dei carri sul selciato. In realtà quei solchi sono stati preventivamente scavati nelle pietre durante la costruzione delle strade, come se fossero dei binari per consentire ai carri (che potevano sbandare per qualche motivo) di passare indenni e senza urtare i marciapiedi o gli alti blocchi di pietra dei passaggi pedonali e rompere così le ruote. Soprattutto perché i carri potevano circolare solo di notte. In determinati punti i solchi servono anche per prendere bene la curva senza urtare, ad esempio, i bordi delle fontane, anche se, quasi tutte, erano appositamente provviste di blocchi di pietra che fungevano da paracarri.
Grazie a questi solchi si è potuto scoprire che alcune strade di Pompei erano a senso unico.
I carri, per decreto imperiale, dovevano avere tutte le ruote alla stessa distanza: 1,43 metri.
Questa distanza teneva conto dello spazio occupato da una coppia di cavalli affiancati (valevole anche per i muli o i buoi). Un metro e quarantadue centimetri è ancora la distanza tra i due binari delle ferrovie, cioè il cosiddetto scartamento normale.fb img 1717229276702
I MARCIAPIEDI
Mentre le strade a Pompei sono uniformemente ricoperte di basalto, i marciapiedi cambiano di aspetto e colore: di solito sono in cocciopesto e vanno dal rossiccio all’ocra, dal grigio al biancastro, a secondo degli elementi mescolati al cemento (terracotta, tufo, pietre vulcaniche, marmo ecc.). Questo perché, se per la costruzione e manutenzione delle strade era incaricato un unico responsabile, cioè l’edile della città, per i marciapiedi dovevano provvedere i proprietari delle case che vi si affacciavano.fb img 1717229266282
A Pompei, inoltre si può notare che alcuni blocchi di pietra lavica che costituiscono il bordo dei marciapiedi sono leggermente “imbarcati”; quest’incavo non è dovuto al passaggio delle persone (antiche e, più ancora, moderne) ma è stato formato in epoca romana dal gocciolio dell’acqua piovana dai tetti, dalle balconate e dalle tettoie che proteggevano i passanti.
Spesso lo spigolo di un marciapiede presenta un foro che passa da parte a parte questo serviva per legare i cavalli o altri animali, oppure per farci passare delle funi che tenevano tesi i tendoni dei negozi.
I PASSAGGI PEDONALI
Sulle strade degli scavi di Pompei si incontrano spesso dei grandi blocchi di pietra disposti in modo perpendicolare rispetto alla carreggiata. Collegavano i due lati dei marciapiedi ma lasciavano lo spazio sufficiente per il transito dei carri. Sono i “passaggi pedonali” dell’antica Pompei, antesignani delle nostre strisce pedonali. I blocchi servivano per attraversare la strada senza bagnarsi le gambe in caso di pioggia.
I marciapiedi e i passaggi pedonali sono rialzati, rispetto alla strada, anche per facilitare il carico e lo scarico dai carri.
I CIPPI SGABELLI
Sulla Via Consolare che conduce a Porta Ercolano, porta d’ingresso per chi arrivava a Pompei dal nord, lungo i margini dei marciapiedi emergono, a distanza regolare, dei massi squadrati, come se fossero dei piccoli cippi che servivano per agevolare la salita (e la discesa) da cavallo; erano un po’ come dei sgabelli, visto che nell’età imperiale, i romani non conoscevano ancora l’uso delle staffe. La presenza di questi cippi dimostra che presso le porte, attraversate da un traffico molto intenso di carri e viaggiatori a cavallo, si lasciavano carri e cavalli (parcheggiandoli presso alcune rimesse) perché il loro ingresso di giorno era proibito in città. I viaggiatori poi proseguivano perlopiù a piedi o, i più facoltosi, affittavano delle lettighe trasportate da schiavi.

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