Il circuito dell’ippica europea continua a nascondere un lato oscuro. Dietro le luci delle competizioni e il giro d’affari milionario, centinaia di cavalli finiscono ogni anno al macello, talvolta in modo irregolare o in violazione delle norme sanitarie. È quanto emerge dalle ultime denunce dell’associazione britannica Animal Aid, che ha acceso i riflettori sul destino di centinaia di animali provenienti dal settore delle corse nel Regno Unito. Nel 2025, secondo i dati ottenuti da Animal Aid tramite richiesta di accesso agli atti alla Food Standards Agency, in Inghilterra sono stati macellati 317 cavalli provenienti dal circuito ippico. Di questi, 186 avevano meno di cinque anni: animali ancora giovanissimi, già considerati “fine carriera” e avviati alla macellazione. Un dato che segna un aumento rispetto al 2024, quando – tra gennaio e giugno – erano stati macellati 107 cavalli con passaporti legati alle corse. Inoltre, 303 dei 317 cavalli macellati nel 2025 provenivano dall’Irlanda, circostanza che lascia ipotizzare lunghi trasporti prima dell’abbattimento.
La questione si inserisce in un contesto già segnato da polemiche: nel 2024, 538 cavalli da corsa irlandesi erano stati macellati in Inghilterra dopo la chiusura dell’unico macello autorizzato in Irlanda, Shannonside Ltd, travolto da indagini per attività criminali. Animal Aid parla di “cifre preoccupanti” e denuncia una filiera che continua a trattare gli animali come scarti produttivi una volta esaurita la loro redditività sportiva. Se nel Regno Unito il problema riguarda soprattutto il destino post-carriera dei cavalli da corsa, in Italia emergono anche profili di illegalità più marcati. I Nas di Perugia hanno recentemente scoperto un sistema criminale attivo dal 2023 che avrebbe manipolato la Banca Dati Nazionale degli Equini. Secondo le indagini, numerosi cavalli registrati sarebbero stati “sottratti” dai registri ufficiali per essere destinati al macello, pur non essendo idonei al consumo umano. Molti di questi animali, infatti, erano stati trattati con farmaci incompatibili con l’uso alimentare.
Il trasporto avveniva in condizioni critiche e senza adeguati controlli sanitari. La carne equina ottenuta sarebbe poi stata immessa sul mercato, con potenziali rischi per la salute pubblica. Il sistema avrebbe sfruttato falle normative e controlli non sempre efficaci, consentendo la scomparsa di animali dai registri senza immediate conseguenze per i responsabili. Sul fronte giudiziario, è in corso presso il Tribunale di Perugia un maxi processo sulla macellazione clandestina. L’associazione Animal Equality si è costituita parte civile, chiedendo una svolta definitiva nella tutela degli equidi. Parallelamente, è stata lanciata una petizione al Governo per vietare la macellazione dei cavalli. Migliaia le firme raccolte, mentre in Parlamento sono state depositate diverse proposte di legge volte a rafforzare le tutele e i controlli.
L’inchiesta solleva interrogativi più ampi: cosa accade ai cavalli una volta terminata la loro carriera sportiva? E quanto sono realmente efficaci i sistemi di tracciabilità e controllo in Europa? Tra business, falle normative e interessi economici, il rischio è che il destino di questi animali resti legato a una filiera opaca, dove la linea tra legalità e abuso si fa sottile. La battaglia delle associazioni punta ora a una riforma strutturale, nella convinzione che solo norme più stringenti e controlli rigorosi possano spezzare definitivamente il ciclo della macellazione clandestina.









