giovedì, Settembre 10, 2026
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DEPUTATA MONICA IONESCU DEL PARLAMENTO DELLA ROMANIA: “GLI ATTACCHI SEMPRE PIU’ FREQUENTI E DEVASTANTI DEGLI ORSI IN ROMANIA, RAPPRESENTA UNA SITUAZIONE DI MASSIMA URGENZA”!

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In Romania la convivenza tra l’uomo e l’orso bruno ha raggiunto il livello di massima emergenza. Il Paese ospita la più numerosa popolazione di orsi bruni d’Europa al di fuori della Russia, stimata tra gli 8.000 e i 9.000 esemplari. Tuttavia, la frequenza crescentemente drammatica delle interazioni violente ha trasformato una questione di conservazione ambientale di sicurezza pubblica.

Negli ultimi due decenni si contano oltre 26 vittime mortali, e più di 300 feriti gravi causati da attacchi di orsi. Purtroppo i plantigardi non popolano più soltanto le foreste remote dei Carpazi; sempre più frequentemente spingono le loro incursioni all’interno dei centri abitati, nei cortili privati, lungo le strade statali e lungo i sentieri turistici ad alta frequentazione.

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Le ragioni di questa crisi sono complesse e al centro di un acceso dibattito tra istituzioni, cacciatori ed ecologisti: il disboscamento illegale e l’espansione urbana hanno ridotto l’habitat naturale degli orsi, spingendoli a cercare cibo altrove; la gestione carente dei rifiuti nei comuni montani e l’abitudine scorretta di turisti ed escursionisti di nutrire gli animali lungo le strade hanno abituato gli orsi alla presenza umana; crescita demografica della specie; il divieto di caccia sportiva introdotto nel 2016 ha portato, secondo le autorità e le associazioni venatorie, a un aumento incontrollato della popolazione di plantigradi.

L’escalation degli attacchi e la riposta politica: “milioni di euro spesi e sicurezza a zero”- l’allarme della Deputata MONICA IONESCU

Nonostante la situazione critica, la risposta delle autorità viene descritta come segnata da un’assoluta mancanza di responsabilità e da una gestione inefficace. La Deputata e Avvocato MONICA IONESCU ha portato ufficialmente la questione in Parlamento, chiedendo con incrollabile determinazione, chiarimenti al Ministero dell’Ambiente.

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E’ giunto il momento che la verità detta chiaramente e che l’indifferenza delle autorità abbia fine. Di fronte a una crisi profonda ed estremamente violenta- gli attacchi sempre più frequenti e devastanti degli orsi in Romania-la voce della Deputata e Avv. MONICA IONESCU, una voce forte si leva con decisione in difesa dei cittadini rumeni, l’unico leader politico che ha dimostrato un reale coraggio amministrativo, essendo la prima a sollevare, far avanzare ed esporre pubblicamente in Parlamento della Romania questa situazione critica. La risposta ricevuta dalla Deputata MONICA IONESCU da parte delle autorità è a dir poco scandalosa e conferma una totale mancanza di responsabilità: Dalle informazioni ottenute è emerso che, tra il 2021 e il 2026, sono stati stanziati ben 10 milioni di euro da fondi europei per la gestione dell’orso bruno e la riduzione dei conflitti uomo-animale.

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Dove sono finiti i fondi”? …Le risorse sono state impiegate principalmente per: a) Acquisto di laboratori di analisi genetica; b) Installazione di recinti elettrici ; c) Sistemi di monitoraggio; d) Kit di tranquillanti e gabbie per la cattura. Anche se queste ingenti somme “sprecate” registrate sulla carta, la situazione sul campo, nei paesi e nelle città, nell’estate 2026 è da incubo: gli orsi continuano a scendere verso i centri abitati, distruggendo arpie, attaccando allevamenti e mettendo in pericolo la vita stessa delle persone, mutilandole e uccidendole.

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Un esempio per la classe politica consta nel fatto che le ripetute azioni di elevata competenza giuridica e parlamentare della Deputata MONICA IONESCU rappresentano un modello per l’intera classe politica. In un paese in cui la mancanza di responsabilità è stata elevata a politica di Stato, lei rifiuta di tacere. La sua battaglia per il DIRITTO FONDAMENTALE ALLA VITA E ALLA SICUREZZA- “ NIENTE SENZA LE PERSONE- L’UOMO PRIMA DI TUTTO”! è l’unica garanzia che la voce dei cittadini disperati venga ascoltata ai massimi livelli.

La Romania si trova così al centro di uno scontro difficile tra la tutela della biodiversità e l’imperativo di garantire l’incolumità dei propri cittadini e dei turisti.

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