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DIMMI COME MANGI: CI STANNO AVVELENANDO E CI FANNO PAGARE PURE IL CONTO

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Carne ri-etichettata, sushi a rischio e salmoni malati: cosa ha documentato l’inchiesta di Rai 3 dell’8 settembre e cosa non ci dicono.

Lunedì 8 settembre, in prima serata su Rai 3, è andato in onda lo speciale di Mi Manda RaiTre Presenta dal titolo Dimmi Come Mangi, condotto da Federico Ruffo. Undici inchieste, zero chiacchiere in studio, solo telecamere nascoste e documenti. Quello che è uscito fuori, secondo quanto mostrato dalla trasmissione, è una fotografia durissima dell’industria alimentare italiana.

LA TRUFFA DELLA CARNE RI-ETICHETTATA Secondo quanto documentato dalle telecamere di Rai 3, esisterebbe in alcune grandi catene di supermercati un meccanismo consolidato: carne vicina alla scadenza o già scaduta verrebbe riportata nel retro, ripulita e riconfezionata con una nuova etichetta e una nuova data di scadenza, per essere venduta come fresca. La trasmissione inquadra il fenomeno come un sistema, ricordando i sequestri dei NAS per migliaia di chili di merce non conforme.

IL MERCATO RIONALE ALL’ALBA Lo speciale si apre all’alba, in un mercato rionale dove, sempre secondo quanto ripreso da Rai 3, le carni verrebbero scaricate in condizioni di totale illegalità: niente celle frigorifere, cassette appoggiate a terra, nessuna catena del freddo.

SUSHI ALL YOU CAN EAT: COME FA A COSTARE 15 EURO? Per capire la sostenibilità economica della formula a prezzo fisso, le telecamere sono entrate nelle cucine di alcuni ristoranti. Quanto mostrato dalla trasmissione parla di pavimenti unti, taglieri non sanificati, riso cotto al mattino e lasciato fuori frigo tutto il giorno, pesce decongelato e ricongelato.

DA DOVE VIENE QUEL SALMONE? ALLEVAMENTI, PIDOCCHI E CONDIZIONI ATROCI

È la parte che l’inchiesta ha solo accennato e che merita un approfondimento con dati di settore. Il salmone usato nella ristorazione low-cost proviene da acquacoltura intensiva. Le condizioni di allenamento: per sopravvivere nelle gabbie, i salmoni vengono allevati in corrente costante. La letteratura scientifica distingue tra soggetti non allenati (0,22 m/s) e allenati (0,45 m/s) per periodi fino a 90 giorni. La temperatura ottimale è tra 12 e 14°C; a 20°C si entra in una condizione definita sub-ottimale con aumento dello stress. Coperti di parassiti: in una sola gabbia di 30 metri di diametro vengono stoccati fino a 100.000 esemplari. In queste condizioni di sovraffollamento, il problema sanitario principale è l’infestazione da Lepeophtheirus salmonis, il pidocchio di mare, un parassita che si nutre di muco e pelle causando ferite aperte. È considerato il più grande problema del settore a livello mondiale. Chimica e condizioni di vita: per contenere i pidocchi, il settore fa ricorso a trattamenti a base di perossido di idrogeno ed emamectina benzoato e all’uso di pesci pulitori. Trattamenti sempre meno efficaci, dannosi per il pesce e per l’ambiente bentonico circostante. Senza l’aggiunta di astaxantina sintetica nel mangime, la carne sarebbe grigia. I report di Compassion in World Farming e OneKind stimano che circa un esemplare su quattro non sopravviva all’intero ciclo.

KEBAB, IGP FALSI E CIBO CHE CREA DIPENDENZA

L’inchiesta, sempre secondo quanto trasmesso da Rai 3, ha toccato anche la preparazione di alcuni kebab con impasti di scarti, il caso della Bresaola IGP che sarebbe realizzata con carne bovina proveniente dal Brasile nonostante la certificazione, e l’uso di miscele studiate di sale e zucchero per indurre dipendenza.

Fin qui i fatti, per come documentati da Rai 3 e dalla letteratura scientifica. Da cittadina, dopo aver visto quelle immagini, sono arrabbiata, basita e inorridita. Perché non è un errore isolato. È un modello di business che punta sul prezzo più basso possibile, sulla nostra pelle e su quella di animali tenuti in condizioni atroci. Ora lo sappiamo. Controlliamo le etichette, diffidiamo del già pronto che nasconde colore e odore, e segnaliamo ai NAS al numero verde 800 300 160. È l’unica arma che abbiamo.

Antonietta Cacace

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