L’iniziativa parlamentare nasce da un confronto diretto tra il Garante e l’ex Procuratore nazionale antimafia, oggi deputato della Repubblica, nel corso del quale Don Saggiomo ha rappresentato le criticità riscontrate in alcune strutture penitenziarie, a partire dalla sospensione delle celebrazioni eucaristiche presso il carcere di Poggioreale per carenza di personale di Polizia Penitenziaria e dalle problematiche presenti presso la Casa di Reclusione “Filippo Saporito” di Aversa, dove manca uno spazio stabilmente destinato al culto. Nell’interrogazione parlamentare vengono richiamate le segnalazioni del Garante e si evidenzia come il diritto alla libertà religiosa sia garantito dall’articolo 19 della Costituzione, dall’Ordinamento Penitenziario e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Cafiero De Raho chiede al Ministro della Giustizia di riferire se sia a conoscenza dei fatti, quanti istituti abbiano registrato analoghe limitazioni nell’ultimo anno e quali misure intenda adottare per garantire la continuità dell’assistenza religiosa ai detenuti. «Ho ritenuto mio dovere istituzionale segnalare una situazione che rischia di trasformare una carenza organizzativa in una limitazione di un diritto fondamentale», ha dichiarato Don Salvatore Saggiomo. «Il diritto al culto non può essere sospeso. La persona detenuta perde la libertà personale, ma non perde la propria dignità né i diritti che la Costituzione continua a riconoscerle». Per il Garante, la presentazione dell’interrogazione rappresenta un importante risultato dell’attività di vigilanza svolta sul territorio e dimostra come le criticità segnalate possano trovare ascolto nelle sedi istituzionali competenti. «Ringrazio l’Onorevole Cafiero De Raho per aver raccolto le mie segnalazioni e per averle portate all’attenzione del Governo. Questa interrogazione nasce direttamente dal confronto avuto su un tema che considero centrale: garantire il pieno esercizio della libertà religiosa all’interno degli istituti penitenziari. Quando viene limitato un diritto fondamentale, il compito del Garante è intervenire e richiamare l’attenzione delle istituzioni». L’interrogazione affronta anche il tema della carenza di organico della Polizia Penitenziaria, chiedendo al Ministero se siano previsti interventi strutturali per evitare che le difficoltà organizzative possano incidere sull’esercizio dei diritti fondamentali delle persone detenute. Per Don Saggiomo, la tutela della dimensione spirituale rappresenta un elemento essenziale del percorso rieducativo previsto dall’articolo 27 della Costituzione. «La fede, la preghiera e l’assistenza religiosa costituiscono per molti detenuti uno strumento di crescita personale e di speranza. Garantirne l’esercizio significa rendere concreta la funzione rieducativa della pena e rafforzare il rispetto della dignità umana». L’auspicio del Garante è che dall’interrogazione parlamentare possano derivare interventi concreti e uniformi su tutto il territorio nazionale affinché nessun istituto penitenziario sia costretto a limitare il diritto al culto per carenze di personale o per l’assenza di spazi adeguati destinati alle celebrazioni religiose.









