Ogni volta che Doechii raggiunge un nuovo traguardo, si scatena online una tempesta di critiche che spesso hanno poco a che fare con la sua musica. Copertine prestigiose, collaborazioni con leggende come Lauryn Hill, apparizioni su passerelle di fama mondiale e nomination ai Grammy dovrebbero essere motivo di celebrazione. Eppure, ogni suo successo viene accolto con accuse e commenti sprezzanti. C’è chi la etichetta come un'”industry plant“, insinuando che il suo successo sia frutto di un’operazione di marketing piuttosto che del suo talento. Altri la accusano di aver costruito la sua carriera attraverso provocazioni e strategie studiate a tavolino. Persino Azealia Banks, nota per le sue opinioni taglienti, l’ha definita una sua “versione più brutta“. Ma cosa si cela davvero dietro questa ostilità?
Dietro le critiche a Doechii si intravedono elementi di sessismo, razzismo e omofobia. Il video in cui afferma che per lei gli uomini etero sono una “red flag” ha scatenato un’ondata di indignazione tra gli stessi che idolatrano rapper con testi pieni di misoginia e materialismo. Invece di analizzare il contesto delle sue parole, hanno alimentato teorie secondo cui farebbe parte di un “complotto anti-maschi” o che avrebbe “venduto” la propria sessualità per guadagnare notorietà. Quasi nessuno, però, si è chiesto perché una donna nera e queer dovrebbe sentirsi al sicuro in un’industria ancora profondamente patriarcale. In molti l’hanno attaccata, ma pochi hanno provato a comprenderla.
Contrariamente all’idea che sia un prodotto prefabbricato, la carriera di Doechii è iniziata oltre dieci anni fa. Ha lavorato duramente su sé stessa, affinando uno stile personale e unico che oggi la distingue nel panorama musicale. Il suo ultimo album, Alligator Bites Never Heal, non è un exploit improvviso, ma il risultato di un percorso artistico coerente e consapevole. Con una presenza scenica potente e una capacità di mescolare generi e influenze con naturalezza, Doechii dimostra che il suo successo non è casuale né costruito a tavolino. Il suo talento e la sua autenticità fanno paura a un sistema che ancora fatica ad accettare artiste che sfidano le convenzioni. Ma, nonostante le critiche, la sua voce continua a farsi sentire, più forte che mai.









