Don Alberto Ravagnani, uno dei volti più noti del clero italiano sui social network, ha comunicato all’arcivescovo di Milano la decisione di sospendere il ministero presbiterale. A ufficializzarlo è una nota della Diocesi, firmata dal vicario generale monsignor Franco Agnesi, che invita la comunità a vivere questo passaggio come «occasione di preghiera e di affidamento al Signore». «Carissimi, è doveroso condividere con voi che don Alberto Ravagnani ha comunicato all’arcivescovo la decisione di sospendere il ministero presbiterale. Con oggi non svolge più il compito di Vicario parrocchiale e di Collaboratore della Pastorale giovanile diocesana», si legge nel comunicato. Una scelta che, riconosce la Diocesi, provoca sofferenza in molte persone, ma che viene accompagnata dall’invito a continuare a sostenere i percorsi educativi, liturgici e spirituali costruiti negli ultimi anni. In particolare, la Parrocchia di San Gottardo al Corso, dove Ravagnani era stato assegnato nel 2023, continuerà a proporre l’adorazione eucaristica del giovedì sera, appuntamento che negli ultimi tempi era diventato un punto di riferimento per numerosi giovani. «Rappresenta per tanti un momento prezioso di preghiera, riconciliazione e fraternità», sottolinea la nota diocesana.
Classe 1994, oltre mezzo milione di follower tra Instagram e YouTube, Ravagnani si era affermato come il “prete influencer”, capace di intercettare il pubblico più giovane con un linguaggio diretto, fatto di reel, storytelling e contenuti brevi, spesso lontani dai registri tradizionali della comunicazione ecclesiastica. Video su fede, affettività, senso della vita e quotidianità avevano contribuito a renderlo un punto di riferimento per migliaia di ragazzi, portando la sua esperienza ben oltre i confini della parrocchia. La Diocesi non entra nel merito delle motivazioni personali che hanno portato alla decisione, limitandosi a chiedere rispetto e accompagnamento spirituale per tutte le persone coinvolte. Tuttavia, la tempistica della scelta non è passata inosservata, alimentando interrogativi e riflessioni nel mondo cattolico e tra i suoi numerosi follower. «Ora sono sereno continuerò la mia missione senza colletto»
Il comunicato invita a leggere questo momento come una fase di discernimento, ribadendo l’importanza di non disperdere il patrimonio di relazioni e iniziative costruite negli anni, soprattutto nel contesto della pastorale giovanile milanese. Ora si apre una nuova fase, tanto per Ravagnani quanto per la comunità che lo ha seguito e sostenuto. Una vicenda che riporta al centro il tema del rapporto tra vocazione, visibilità mediatica e fragilità personali, e che interroga la Chiesa su come accompagnare chi, dopo aver scelto il sacerdozio, sente il bisogno di fermarsi.









