sabato, Settembre 5, 2026
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Trump alza il tiro: «Dazi al 100% al Canada se stringe un accordo commerciale con la Cina»

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Donald Trump torna a scuotere il commercio globale con una nuova minaccia che rischia di aprire un fronte di tensione senza precedenti tra alleati storici del Nord America. L’ex presidente degli Stati Uniti ha annunciato l’intenzione di imporre dazi fino al 100% sulle importazioni canadesi qualora Ottawa dovesse concludere un accordo commerciale strategico con la Cina. Un avvertimento durissimo, lanciato in un contesto internazionale già segnato da equilibri fragili e da una competizione sempre più aspra tra Washington e Pechino.

Le parole di Trump sono arrivate nel corso di un intervento pubblico in cui ha ribadito la necessità, a suo dire, di “difendere l’economia americana” e di impedire che Paesi alleati diventino canali indiretti per l’ingresso di prodotti cinesi nel mercato statunitense. «Se il Canada sceglierà la Cina, dovrà affrontare conseguenze molto serie», avrebbe dichiarato, evocando esplicitamente dazi punitivi che potrebbero colpire settori chiave dell’export canadese, dall’automotive all’agroalimentare.

La minaccia ha immediatamente fatto il giro delle cancellerie internazionali. Il Canada, partner commerciale fondamentale degli Stati Uniti e legato a Washington da accordi come l’USMCA, si trova ora al centro di un dilemma geopolitico ed economico complesso. Da un lato, la storica alleanza con gli Usa; dall’altro, la crescente importanza della Cina come mercato e come interlocutore commerciale in un mondo sempre più multipolare.

A Ottawa, il governo segue con attenzione l’evolversi della situazione, evitando per ora dichiarazioni ufficiali che possano alimentare ulteriormente lo scontro. Fonti vicine all’esecutivo canadese parlano di «preoccupazione» per un’uscita che rischia di destabilizzare non solo i rapporti bilaterali, ma l’intero sistema di scambi nordamericani. L’ipotesi di dazi al 100% viene considerata un’arma di pressione politica più che una misura immediatamente attuabile, ma il solo annuncio ha già avuto effetti sui mercati.

Gli analisti sottolineano come una simile scelta avrebbe conseguenze pesantissime. Un aumento dei dazi di questa portata potrebbe tradursi in un’impennata dei prezzi per i consumatori statunitensi, colpendo catene di approvvigionamento profondamente integrate tra Usa e Canada. Allo stesso tempo, il rischio di ritorsioni da parte di Ottawa e di un ulteriore irrigidimento dei rapporti con Pechino alimenta lo spettro di una nuova guerra commerciale globale.

La mossa di Trump viene letta anche in chiave politica interna. Il tema dei dazi e della linea dura contro la Cina resta uno dei cavalli di battaglia del tycoon, che continua a presentarsi come il difensore dell’industria americana contro quella che definisce concorrenza sleale. Inserire il Canada in questo schema rappresenta però un salto di qualità, perché colpisce direttamente un alleato tradizionale e un partner economico strategico.

Sul piano internazionale, la minaccia riapre il dibattito sul futuro delle alleanze occidentali e sulla tenuta di un ordine commerciale basato su regole condivise. Se le parole di Trump dovessero tradursi in atti concreti, il rischio è quello di una frammentazione degli scambi e di una crescente politicizzazione del commercio, con effetti a catena su economie già messe alla prova da inflazione e instabilità geopolitica.

Per ora, resta una dichiarazione che pesa come un macigno sui rapporti tra Washington, Ottawa e Pechino. Ma in un contesto globale sempre più nervoso, anche una minaccia può bastare a cambiare gli equilibri. E il messaggio lanciato da Trump è chiaro: chi sceglie la Cina, potrebbe pagare un prezzo altissimo.

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