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Dopo Baudo, omaggio ad Arbore: Sanremo pensa a un premio per i 40 anni de “Il clarinetto” e la sua storia al Festival

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Dopo Pippo Baudo, Sanremo guarda a un altro gigante dello spettacolo italiano per rendere omaggio alla propria storia festivaliera. L’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Mager sta infatti valutando l’istituzione di un riconoscimento speciale dedicato a Renzo Arbore, in occasione dei quarant’anni dalla sua unica, ma memorabile, partecipazione in gara al Festival della Canzone Italiana con il brano “Il clarinetto”. Se per Baudo, scomparso nell’agosto scorso, si ragiona sull’ipotesi di una statua da affiancare a quella di Mike Bongiorno, creando idealmente un pantheon dei grandi conduttori che hanno segnato la kermesse, per lo showman foggiano, napoletano d’adozione, l’idea è diversa ma non meno simbolica: celebrare un momento entrato di diritto nella leggenda del Festival.

Era il 1986 quando Arbore salì sul palco dell’Ariston con “Il clarinetto”, brano ironico, swingante e fuori dagli schemi, capace di conquistare pubblico e critica e di sfiorare la vittoria. A batterlo fu soltanto un giovanissimo Eros Ramazzotti con “Adesso tu”, in un’edizione rimasta nella memoria anche per il particolare sistema di voto tramite schedine Totip, allora sponsor del Festival. Proprio in quell’occasione, Renzo Arbore ricevette come premio un cavallo da corsa e un trofeo che lo raffigurava, immagini che contribuirono ad alimentare il mito di un’edizione tanto popolare quanto originale. Il cavallo, negli anni successivi, venne ceduto, mentre la targa andò perduta, rubata insieme ad altri oggetti. Da qui l’idea, sostenuta in particolare dal giornalista Marino Bartoletti, di restituire simbolicamente ad Arbore quel riconoscimento mai davvero custodito, attraverso un premio che ne celebri il valore artistico e il legame con il Festival di Sanremo.

L’amministrazione comunale starebbe valutando di consegnare allo showman il leone rampante, simbolo della città e identico a quello assegnato ai vincitori del Festival. Un riconoscimento che avrebbe un doppio significato: ricordare i quarant’anni de “Il clarinetto”, che è anche lo strumento simbolo di Arbore, e rendere omaggio a una carriera straordinaria che attraversa radio e televisione, dall’invenzione di format entrati nella storia come “Quelli della notte” e “Indietro tutta”, fino alla creazione dell’Orchestra Italiana, con cui ha portato la musica napoletana in giro per il mondo. L’obiettivo è legare la consegna del premio al Festival in programma dal 24 al 28 febbraio, rafforzando il filo che unisce passato e presente della manifestazione. Resta però da definire la modalità dell’omaggio: non è ancora chiaro se Renzo Arbore sarà presente a Sanremo per ricevere il premio dal vivo, magari sul palco dell’Ariston o in un evento collaterale, oppure se la celebrazione avverrà a distanza. In ogni caso, l’iniziativa conferma la volontà della città di Sanremo di custodire e valorizzare la propria memoria, rendendo omaggio a quei protagonisti che, con talento e visione, hanno contribuito a rendere il Festival molto più di una semplice gara canora: un pezzo fondamentale della cultura popolare italiana.

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