martedì, Febbraio 10, 2026
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Dopo tre anni ancora problemi di gestione di un sisma “vivo” dei Campi Flegrei. Un servizio de “Le Iene”

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Ieri sera su Italia Uno è andato in onda un servizio de “Le Iene” sul terremoto che ha colpito i Campi Flegrei con una magnitudo di 4.4 la notte del 13 marzo per raccogliere le testimonianze degli abitanti terrorizzati e arrabbiati che si sono riversati per strada. Quello che emerge è non solo un piano di evacuazione adeguato in questi tre anni di continue scosse di terremoto ma anche un problema di comunicazione come conferma anche il Capo della Protezione Civile riguardo alla predisposizione temporanea di letti per i cittadini del quartiere Bagnoli che in molti sapevano fosse l’area dell’ex base Nato, non solo cittadini ma anche alcuni vigili urbani che allo stesso Giulio Golia rispondono: “A Napoli l’hanno attrezzata l’area letti.E sta all’ex base”. Poi continuando alla risposta di Giulio Golia che non vi fossero letti in quella tendopoli aggiungeranno: “Questa notizia è nuova e sembra strano che questa notizia non sia stata pubblicizzata”. Viene da chiedersi come sia possibile tutto ciò…

E sembrerebbe che il punto di Accoglienza provvisorio allestito dalla Protezione Civile per i letti non era quello dell’ex base Nato, uno scomodo posto attrezzato solo con sedie e tavoli di plastica simile a uno ‘chalet’. Nonostante l’epicentro di quella notte fosse stato localizzato in mare, a Pozzuoli, a due chilometri di profondità, si sono verificati molti danni a Napoli, nel quartiere di Bagnoli, mostrati dal servizio “Le Iene” documentando muri crollati, scrostati e crepe che potrebbero addirittura compromettere l’agibilità di alcune case. “Io non ho più una parete salva, non ti saprei dire se sono crepe importanti”, racconta Francesca ai microfoni del programma di Italia 1. “Finché non viene qualcuno che ci dice che non ci sono lesioni gravi, non torniamo qui”, spiega una ragazza che abita nel condominio. Si riscontra che molte persone hanno anche problemi ad avere risposte dai Vigili del Fuoco provando a chiamare più volte il 115 ma la cosa più sconcertante è che la Protezione Civile abbia un call center attivo dalle ore 8 alle 20 e chiuso nei giorni festivi. E Giulio Golia sdrammatizza asserendo: “Se dovesse capitare non andate in ansia a delle persone e aspettate entro le 8 del mattino ed entro le 20 di sera.” Ma c’è poco da ridere davvero… Nel frattempo anche alcuni vigili urbani per strada confermano. 

Il programma di Italia 1, il giorno successivo, ha chiesto spiegazioni al capo della protezione civile. “La protezione civile non fa soccorso tecnico urgente ordinario e neanche soccorso sanitario. La regione Campania è una delle poche a non avere un numero unico di emergenza”, spiega il capo della protezione civile riguardo alla questione del numero del centralino chiuso. Infine, rispetto al discorso della tendopoli, precisa: “Non bisogna confondere l’area di attesa da quella di accoglienza. C’è stato, però, un problema di comunicazione e sposo pienamente la tua tesi”.

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