domenica, Giugno 14, 2026
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DRAMMA AL PORTO DI SANTA CRUZ: AGENTE MUORE DURANTE L’EVACUAZIONE DELLA “HONDIUS”

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Il malore fatale a 62 anni mentre coordinava l’emergenza Hantavirus. Vani i soccorsi sul molo. Sotto shock la Guardia Civil.

TENERIFE – Il sibilo delle sirene nel porto di Santa Cruz non annunciava, questa volta, solo una procedura d’emergenza sanitaria, ma l’epilogo tragico di una vita spesa al servizio dello Stato. Ieri mattina, un veterano della Guardia Civil, 62 anni, è rimasto vittima di un infarto fulminante mentre era impegnato nelle delicate operazioni di sgombero e cordone sanitario della motonave Hondius. L’imbarcazione, nota per le sue spedizioni polari, era attraccata presso lo scalo canario in regime di isolamento dopo la conferma di un focolaio di Hantavirus a bordo. Un’operazione ad alto stress, condotta sotto il sole battente e con i protocolli di biocontenimento attivati, che si è trasformata in tragedia personale per uno degli uomini simbolo della sicurezza portuale.

La dinamica del decesso

Secondo le ricostruzioni, l’agente stava coordinando il flusso dei passeggeri in sbarco verso le unità di biocontenimento quando ha avvertito un forte dolore al petto. Si è accasciato a pochi metri dalla passerella della nave. I colleghi e il personale medico della Cruz Roja, già presente sul posto per l’emergenza Hantavirus, sono intervenuti istantaneamente. Le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) sono proseguite per oltre quaranta minuti, con l’ausilio di un defibrillatore semiautomatico. Nonostante gli sforzi disperati dei sanitari del SUC (Servicio de Urgencias Canario), per il sessantaduenne non c’è stato nulla da fare. Il decesso è stato dichiarato ufficialmente alle ore 11:45.

Il contesto normativo e i rischi professionali

L’incidente riapre violentemente il dibattito sulla tutela della salute delle forze dell’ordine impegnate in scenari di crisi. Dal punto di vista legale, il caso ricade sotto la disciplina della Ley 31/1995 de Prevención de Riesgos Laborales, che in Spagna regola la sicurezza sul lavoro anche per i corpi di polizia, seppur con le specificità dettate dal Real Decreto 179/2005. “L’esposizione a stress psicofisico estremo in scenari di rischio biologico rappresenta un aggravante che non può essere ignorata,” commentano dai sindacati di categoria. Inoltre, il decesso in servizio attiva le procedure per il riconoscimento della “Muerte en Acto de Servicio”, che garantisce tutele specifiche ai familiari, ai sensi del regime previdenziale delle classi passive dello Stato.

L’ombra dell’Hantavirus sulla “Hondius”

Mentre la polizia scientifica effettuava i rilievi, le operazioni sulla Hondius proseguivano in un clima di cupo silenzio. Il virus, trasmesso solitamente dai roditori e capace di causare febbri emorragiche o sindromi polmonari gravi, aveva già messo in ginocchio l’equipaggio, costringendo le autorità sanitarie di Tenerife a negare inizialmente la libera pratica. L’agente non sarebbe entrato in contatto diretto con fluidi contaminati, ma la tensione gestionale di una nave “infetta” e l’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI) sotto temperature elevate potrebbero aver contribuito al collasso cardiocircolatorio.

Il cordoglio delle istituzioni

Il Delegato del Governo nelle Isole Canarie ha espresso “profondo dolore per la perdita di un servitore pubblico esemplare, che fino all’ultimo istante ha garantito la sicurezza della comunità di fronte a un’emergenza sanitaria complessa”. La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale di Santa Cruz de Tenerife per l’autopsia, atto dovuto per confermare il nesso causale tra lo sforzo lavorativo e il decesso, mentre sul molo rimane solo il nastro bianco e nero della Guardia Civil, a perimetro di un dolore che non si può recintare.

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