VALLO DELLA LUCANIA – Ore di profonda angoscia e incredulità quelle che si stanno respirando tra le corsie dell’ospedale San Luca. Quella che doveva essere una tranquilla mattinata di degenze si è trasformata, in pochi istanti, nel teatro di una tragedia che ha lasciato sotto shock il personale sanitario e i pazienti della struttura cilentana.
La dinamica del volo
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle autorità, il protagonista della drammatica vicenda è un uomo di 78 anni, originario di Centola, che si trovava ricoverato presso il reparto di Medicina Generale. Intorno alle prime luci di oggi, martedì 7 aprile, l’anziano avrebbe eluso la sorveglianza e, con un gesto repentino che non ha lasciato spazio ad alcun intervento preventivo, si sarebbe lanciato da una finestra situata al quarto piano del nosocomio.
Il tonfo sordo nel vuoto ha immediatamente dato l’allarme. Medici e infermieri, accorsi sul punto dell’impatto, si sono trovati davanti a una scena straziante. Pare che il gesto sia avvenuto in modo del tutto improvviso: nulla, nel comportamento dell’uomo durante le ore precedenti, avrebbe lasciato presagire una simile intenzione.
Corsa contro il tempo: i soccorsi
La macchina dei soccorsi interni è scattata istantaneamente. L’uomo è stato stabilizzato sul posto e trasferito d’urgenza nel reparto di Rianimazione. Le ferite riportate nell’impatto con il suolo sono estremamente serie; i medici mantengono la prognosi riservata e le prossime ore saranno decisive per stabilire se il settantottenne potrà superare la fase critica.
Indagini in corso
Sul posto sono intervenuti prontamente i Carabinieri della compagnia locale per i rilievi di rito. I militari stanno raccogliendo le testimonianze del personale di turno e dei compagni di stanza del degente per tentare di fare luce sul movente del gesto. Al momento non si esclude alcuna ipotesi, dal momento di sconforto legato alle condizioni di salute a un improvviso stato confusionale.
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza all’interno delle strutture ospedaliere e sulla fragilità psicologica che spesso accompagna i lunghi periodi di degenza, specialmente per i pazienti più anziani.









