
SANREMO – Ha tentato di introdurre un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti all’interno del carcere di Sanremo, convinta di poter eludere i controlli durante un colloquio con un detenuto, ma il suo piano è fallito davanti all’infallibile fiuto dei cani antidroga della Polizia Penitenziaria. Una donna italiana, già nota alle forze dell’ordine, è stata arrestata nella mattinata di ieri in flagranza di reato all’interno della casa circondariale matuziana, al termine di un’operazione che ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza negli istituti di pena liguri.
Secondo quanto ricostruito, la donna si era presentata regolarmente per un colloquio con un familiare detenuto, ma durante le procedure di controllo è scattato l’intervento delle unità cinofile del servizio antidroga. I cani hanno segnalato con insistenza la presenza di sostanze sospette, inducendo il personale della Polizia Penitenziaria ad approfondire gli accertamenti. La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire diversi involucri di droga, tra hashish e cocaina, abilmente occultati nelle parti intime, verosimilmente destinati allo spaccio all’interno dell’istituto.
La donna è stata immediatamente fermata e accompagnata nelle camere di sicurezza, dove è rimasta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Per lei è scattato l’arresto con l’accusa di introduzione di sostanze stupefacenti in carcere, reato particolarmente grave per le ricadute che ha sull’ordine e sulla sicurezza interna degli istituti penitenziari. Nella giornata odierna è previsto il processo per direttissima.
Ancora una volta, decisivo si è rivelato il contributo delle unità cinofile della Polizia Penitenziaria, considerate uno degli strumenti più efficaci nel contrasto al traffico di droga dietro le sbarre. Un intervento che, però, riaccende il dibattito sulla carenza strutturale di risorse in Liguria. A sottolinearlo è Guido Pregnolato, segretario regionale dell’USPP, che commenta l’episodio con toni netti: «I cani antidroga della Polizia Penitenziaria sono ormai diventati l’incubo degli spacciatori, ma non possiamo continuare a basarci solo sulla buona volontà e sulla professionalità del personale. Servono maggiori risorse, mezzi adeguati e soprattutto una presenza stabile».
Pregnolato ricorda come da tempo il sindacato chieda l’istituzione di un distaccamento cinofili in Liguria, regione che paradossalmente ne è ancora priva. «Le unità cinofile impiegate a Sanremo – spiega – provenivano dal Piemonte. È l’ennesima dimostrazione di una criticità che denunciamo da anni: senza un presidio fisso sul territorio ligure, i controlli rischiano di essere sporadici e insufficienti. Potenziare strutture e organici a livello regionale significherebbe rendere più efficace l’azione di prevenzione e garantire maggiore sicurezza sia al personale che ai detenuti».
L’operazione di Sanremo conferma dunque quanto il fenomeno del tentativo di introduzione di droga in carcere sia tutt’altro che marginale e quanto sia necessario un investimento concreto sul sistema penitenziario. Un tema che torna prepotentemente d’attualità dopo l’ennesimo arresto e che chiama in causa istituzioni e amministrazione centrale, affinché episodi come questo non restino solo notizie di cronaca, ma diventino lo stimolo per interventi strutturali attesi da tempo.









