
A metà del secolo diciassettesimo,
Sir Isac Newton, fisico inglese più che illustre, dedicò molta della sua attività allo studio della dinamica. Al momento, con fi nalità diverse da quelle originarie, potrebbe ritornare di attualità il terzo principio della sua legge, contenuta nel titolo di questa nota. È usato di frequente, soprattutto nei campi, l’episodio della vecchietta che si apprestava a spegnere la centesima candelina di compleanno. Espresse, commossa per l’occasione, il desiderio di vivere ancora qualche anno, perchè era sicura di non aver visto tutti i fatti salienti di questo mondo, soprattutto quelli di valenza negativa. Nell’ antica Roma il comportamento di Trump sarebbe stato redarguito dai saggi di turno con un vigoroso “est modus in rebus!” che, attualmente, suonerebbe “c’è un limite a tutto”. La figura- meglio il figuro -che certamente concentra in sé le caratteristiche salienti che possono essere individuate negli argomenti
innanzi riportati, è Donald Trump, attuale Presidente (secondo mandato) degli USA. Si è insediato da poco
nella Casa Bianca, ma il lasso di tempo finora trascorso ha già messo in luce che il passare degli anni per lui ha fatto l’effetto contrario a quello ottenuto in un buon vino. Va subito rilevato che le sue considerazioni- una per tutte, riferita alla UE, “organizzata per truffarci”-ne fa quanto meno un non amico di questo lato dell’ Atlantico. Basta questa dichiarazione a dissipare, ove mai fosse stato necessario, ogni dubbio sulla qualità di Red Donald . L’apice della sua verve lo raggiunge ogni qual volta redarguisce un suo pari grado o pressappoco tale che non la pensa come lui. Ricorda, ancor più caricaturato, il Fùhrer del film Il Grande Dittatore, realizzato
, interpretato e commentato musicalmente nel 1940 da Charlie Chaplin che non ha bisogno di presentazione.I deliri del protagonista sono poca cosa rispetto a quanto sta facendo l’aspirante dittatore a stelle e strisce. Trump ha toccato l’acme del suo disturbo facendo comunella con Putin.Tale situazione non regge il confronto con l’espressione che vede il diavolo e l’acqua santa convivere per un gioco del destino. A trovarsi insieme questa volta sono due poveri diavoli, anche se di formazione diversa. L’adagio
usato nei campi quando una lavorazione non riesce a procedere come dovrebbe è “il diavolo ci ha messo la coda”. Nel caso trattato i diavoli sono due e entrambi di comprovata nefandezza. Con altri personaggi che appartengono alla stessa categoria, ci sarebbe stato bene un “vinca il migliore”. Nel caso affrontato certamente non sarebbe opportuno, nè tantomeno adeguato.









