
Sono 80 gli anni trascorsi da quando gli italiani scelsero di sostituire la monarchia con l’ ordinamento repubblicano. Non voglia sembrare scontato, ma non è superfluo sottolineare l’importanza di proteggere e rafforzare quella scelta.Tanto In particolare in una parentesi temporale particolarmente buia come quella attuale. Del resto, che l’importanza della democrazia sia da tenere nella massima considerazione, fu evidenziato da Platone ben quattro secoli prima dell’ inizio dell’ era cristiana. Altrettanta importanza, in senso negativo, il Filosofo attribuì alla demagogia, antitesi senza riserve della prima. È importante aggiungere che, all’interno di alcune repubbliche, anche contemporanee, l’ordinamento democratico è ridotto a una parvenza del modello originale. Si aggiunga che, soprattutto in tempi recenti, alla seconda parte di quel termine, crazia, è stata anteposta una serie di identificativi, il più assurdo di essi, all’ inizio del terzo millennio, è teo. La teocrazia, tra le diverse identificazioni riferite all’ esercizio del potere sul popolo, è certamente la più temibile. La stessa presume che il governo di una popolazione possa avvenire con il terrore esercitato da un gruppo di fanatici di una o più divinità, il tutto impostato su crudeltà e violenza. Quanto scritto sopra dovrebbe far riflettere gli italiani sulla assoluta necessità di difendere a spada tratta l’attuale ordinamento del Paese e, se chiamati, di fare lo stesso altrove. Quindi, a ogni costo, non esitare a intervenire a mani basse in soccorso di quanti ne hanno la necessità. Gli eventi hanno fin’ ora evidenziato che, quando si trascura l’elemento libertà, bene supremo, non ha alcun significato concreto il tentativo di ricerca su quale sia il pensiero politico che la ha ispirata: verosimilmente è distorto, se non è stato addirittura equivocato con la bramosia di potere. Di pari passo con l’imporsi dell’ assolutismo politico, si assiste, quasi sempre, alla scomparsa dell’aggettivo libero. Esso è posto innanzi al sostantivo mercato in quelle nazioni impostate secondo principi liberali. Più precisamente, insieme alla liberta fisica, in quella nazione, una repubblica, il pilastro che regge tale ordinamento è la libertà non solo di espressione ma anche fisica e di azione. I vari paesi ancora oggi retti da personaggi callidi di prim’ ordine, sono destinati a implodere e con loro quanto hanno creato. Ciò avviene ogni qual volta si concentrano le cause prima evidenziate.
Meno male che la storia non abbia fin’ orq potuto constatare la riuscita nel mediotermine di un solo campione di ordinamenti così realizzati.
A quanti si fa notare che tale modalità di funzionamento nasce su presupposti concettualmente pieni di contenuti improbabili, si estorcono commenti che, nella migliore delle ipotesi, si limitano a innescare risposte contraddistinte da follia lucida, come “c’è sempre tempo”. Buona festa della Repubblica, con annessi e connessi di ogni genere.









