Due incidenti avvenuti nella stessa notte, nella stessa provincia, a pochi chilometri di distanza. È accaduto tra venerdì e sabato, nel cuore della Puglia, e le conseguenze sono state devastanti: due vite spezzate, altre persone ferite, famiglie distrutte, comunità sconvolte. Un copione dolorosamente noto, ma che continua a ripetersi.
Il primo episodio si è verificato sulla strada provinciale tra Corato e Bisceglie. Un uomo di 64 anni, residente proprio a Corato, viaggiava insieme alla moglie e alla figlia quando la sua auto, una Volkswagen Tiguan, si è scontrata frontalmente con una Ford guidata da un ragazzo di 22 anni. Lo scontro è stato violentissimo. L’uomo è morto sul colpo, mentre la moglie e la figlia, ferite, sono state trasportate d’urgenza negli ospedali di Andria e Barletta. Anche il giovane alla guida dell’altra vettura è rimasto ferito, ma non è in pericolo di vita. I carabinieri stanno indagando per chiarire la dinamica dell’impatto.
Nella stessa notte, poche ore più tardi, un altro incidente ha scosso la zona, questa volta sulla statale 172 tra Casamassima e Turi. Un giovane di 23 anni ha perso il controllo della propria auto che è finita fuori strada, ribaltandosi. L’arrivo dei soccorsi del 118 non è bastato: per lui non c’è stato nulla da fare. Anche in questo caso sono in corso accertamenti, ma resta il fatto che in un’unica notte, due persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite per cause forse evitabili.
Questi non sono episodi isolati. L’Italia continua a pagare un prezzo altissimo sulle sue strade. Secondo il report ACI-ISTAT, nel 2023 si sono verificati oltre 166.500 incidenti con lesioni, con un bilancio di 3.039 morti e circa 224.600 feriti. In media, ogni giorno si contano otto vittime della strada e più di seicento feriti. In Puglia, la situazione appare ancora più preoccupante: con sei morti ogni 100.000 abitanti, la regione supera la media nazionale, che si attesta attorno ai 5,2.
Ma il dato più allarmante arriva dai numeri più recenti. Le stime relative al primo semestre del 2024, sempre ACI-ISTAT, mostrano un lieve aumento degli incidenti: 80.057 sinistri con lesioni, lo 0,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2023. Ancora più drammatico, però, è l’aumento delle vittime: 1.429 morti nei primi sei mesi dell’anno, il 4% in più rispetto all’anno precedente. I feriti sono stati 107.643, con un incremento dello 0,5%. Si tratta di numeri che non solo confermano l’emergenza in atto, ma che rischiano di allontanare ulteriormente l’Italia dagli obiettivi fissati dall’Unione Europea.
L’anno di riferimento per gli obiettivi europei sulla sicurezza stradale
Nel contesto della sicurezza stradale, l’anno di riferimento per gli obiettivi europei è il 2019. Questo è stato scelto come punto di partenza per tracciare i progressi nelle riduzioni degli incidenti, delle vittime e dei feriti, con l’obiettivo di ridurre il numero delle morti sulle strade europee del 50% entro il 2030 rispetto ai dati del 2019.
Nel confronto con il primo semestre del 2019, l’Italia ha registrato una diminuzione del 4,3% degli incidenti, del 6,8% delle vittime e dell’8% dei feriti, segnando un passo positivo verso la riduzione dei danni causati dal traffico. Tuttavia, l’aumento delle vittime nel primo semestre del 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023, segna una preoccupante inversione di tendenza. Questo dato mette in evidenza la difficoltà dell’Italia nel raggiungere gli obiettivi di sicurezza stradale fissati a livello europeo, e l’urgenza di implementare politiche di prevenzione sempre più efficaci.
Eppure, gli strumenti per prevenire ci sono. Il Codice della Strada impone regole chiare: limiti di velocità, obbligo del casco, uso delle cinture, divieto di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe. Norme pensate per proteggere la vita, ma che vengono spesso ignorate o banalizzate. In molti casi, le cause degli incidenti restano legate a comportamenti evitabili: distrazione, velocità eccessiva, stanchezza, mancato rispetto della segnaletica.
Non bastano i controlli, serve una cultura diversa della guida. Serve responsabilità. Perché ogni incidente non è solo un evento tecnico o giuridico, è una frattura profonda nelle vite di chi resta. I fatti di Corato e Casamassima non sono numeri, sono storie, volti, famiglie che oggi vivono un lutto che si poteva forse evitare. Se vogliamo davvero onorare la memoria di chi ha perso la vita sulla strada, dobbiamo iniziare a cambiare rotta: con l’educazione, la prevenzione, il rispetto e la consapevolezza che guidare non è mai un gesto banale. Ogni volta che ci mettiamo al volante, abbiamo la responsabilità non solo della nostra vita, ma anche di quella degli altri.









