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È sempre la stessa musica,ormai datata

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C’è da credere, con buona probabilità di essere nel giusto, che Trump imporrà un un altro dazio all’ Italia, molto alto, sui brani musicali provenienti dal Bel Paese. La decisione sarebbe scaturita nella materia grigia del Sergente Rusty (ce n’è? )dopo aver appreso che il killer, poco più che ventenne, di uno dei suoi supporter di circa trent’anni, aveva lasciato un messaggio “firmato” con il titolo di un brano musicale italiano del periodo bellico. È una composizione che narra di stralci di episodi dolorosi della resistenza, presentati come catartici seppure poco in tono con l’argomento made in USA. Si dice nel villaggio che brani profani, se messi in musica, possono, con un pò di buona volontà da parte di chi li ascolta, passare per canti sacri. L’uso di quel brano per introdurre, commentare o concludere, un fatto di qualsiasi genere o specie, a distanza di tre quarti di secolo dalla sua creazione, lascia quanto meno perplessi delle persone che sono ora in età matura, quindi capaci di intendere e. di volere.
Non si può negare a quel brano la carica di sentimenti di rabbia alternati a quelli di speranza in un futuro migliore. Aggiungendo che ogni evento va inquadrato in un contesto che abbia attinenza, seppur minima, con il contenuto di quella composizione. Del resto l’ espressione usata dagli antichi romani per commentare atteggiamenti o situazioni fuoriusciti dal loro naturale alveo era: “est modus in rebus”, c’è una misura per ogni cosa. Nei vari casi in cui si fa un uso inappropriato di quel brano, per chi conosce i fatti è come fare un tuffo nel passato, specialmente se costoro sono italiani. Senza volere azzardare paragoni irriverenti, ancora una volta sarebbe necessario seguire un ammonimento in uso nel contado: “il troppo storpia”. Anche perché l’uso inappropriato di qualcosa di materiale o immateriale finisce con il sortire quasi sempre l’effetto contrario di quello atteso. Rivangare situazioni del tutto particolari e, più di ogni altra caratteristica, datate dà l’idea che non ci sia niente di nuovo da comunicare. Meglio servirsi allora di testi già sperimentati, anche se da tempo idonei solo a testimoniare fatti di cui, con onestà di pensiero, non c’è da andare fieri. Ora che negli USA si stiano ormai da tempo ripetendo episodi di omicidio efferati, con molta probabilità affrancati da motivazioni politiche, è un fatto tristemente noto. Probabilmente buona parte di quelle esecuzioni – a ogni cosa il suo nome – è originata dal disagio sociale che Oltreoceano sta crescendo in maniera iperbolica. Vale a dire che chi è ai vari gradi della pubblica amministrazione, non riesce, meglio non sa, affrontare i problemi sociali a ogni livello. Che altro aggiungere oltre agli immigrati non regolari che tutti i giorni e le notti varcano con ogni mezzo i confini di quel paese? Basta solo precisare che vanno a arricchire le schiere di quanti hanno fatto il grande passo e ora vivono. di espedienti e nascosti. Soprattutto non vedono in prospettiva niente in cui sperare. È difficile immaginare che in un punto qualsiasi di quell’ immenso territorio esista chi seriamente pensa di contribuire alla causa usando strumenti – anche musicali…- che dovrebbero essere stati messi dovunque a deposito. In cantina o in soffitta, comunque definitivamente.

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