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20/08/25 – Salute, Ictus: il Cardarelli di Napoli tra i primi in Italia a usare farmaco che scioglie coaguli

Due pazienti trattate con un trombolitico che, somministrato per endovena, aiuta anche la regressione

L’ospedale Cardarelli di Napoli è tra i primi centri in Italia ad aver trattato due pazienti colpite da ictus ischemico con un nuovo trombolitico che in un’unica somministrazione endovenosa può consentire una rapida ricanalizzazione vascolare e un efficace recupero funzionale.

Si tratta di un’evoluzione terapeutica decisiva che pone il reparto di neurologia e stroke unit dell’ospedale napoletano, diretto da Vincenzo Andreone, all’avanguardia nella cura di occlusioni di importanti arterie cerebrali. Il meccanismo d’azione del nuovo farmaco punta a sciogliere i coaguli di sangue alla base delle ostruzioni, legandosi alla componente di fibrina del trombo stesso e degradando progressivamente la matrice della proteina fibrosa che genera il blocco.

La Campania è tra i primissimi posti in Italia per il trattamento di pazienti con ictus ischemico acuto e il Cardarelli ricopre un ruolo centrale all’interno della rete tempo-dipendente in questo specifico ambito.

Entrambe le pazienti trattate con il nuovo trombolitico sono attualmente ricoverate e monitorate per la gestione della fase acuta e per l’inquadramento eziologico dell’evento di cui hanno sofferto. Nel primo caso, seguito dallo specialista Paolo Candelaresi, la somministrazione del farmaco è stata associata con successo a una procedura endovascolare di trombectomia meccanica, permettendo la ricanalizzazione dell’arteria occlusa. Nel secondo caso, seguito dal dottor Antonio De Mase, il trattamento ha determinato una rapida riapertura del vaso e la completa regressione dei sintomi, senza necessità di ulteriori interventi.

“L’impiego di questo nuovo farmaco Rappresenta un passo avanti decisivo nella lotta contro l’ictus – spiega Andreone -, la sua somministrazione in bolo unico endovenoso consente maggiore rapidità e semplicità di utilizzo rispetto alle terapie normalmente utilizzate fino ad oggi, con esiti clinici almeno equivalenti e – stando ad alcuni studi – si stima anche superiori in termini di ricanalizzazione vascolare e recupero funzionale. Il nostro ospedale è tra i primi centri in Italia ad adottare questa innovativa terapia, che la letteratura scientifica indica come sicura ed efficace”.

“La finestra temporale per il trattamento dell’ictus è molto breve – evidenzia Antonio D’Amore, direttore generale del Cardarelli -, ecco perché tutti gli approcci terapeutici in grado di velocizzare la risposta assistenziale vanno tenuti in grande considerazione e valorizzati. Il nostro ospedale è tra le prime quattro strutture italiane, primo al Sud, per volume di ricoveri con trombolisi. Questa ulteriore innovazione ci pone dinanzi ad obiettivi ancora più ambiziosi e ci consente di migliorare gli standard di appropriatezza ed efficacia delle cure. Il Cardarelli si conferma un centro di sperimentazione di primo piano in Italia per la qualità dei suoi sanitari e per l’organizzazione dei trattamenti garantiti ai cittadini”.

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