Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha scritto al presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Massimiliano Fedriga, sollecitando un “breve rinvio” delle prossime elezioni regionali, previste per l’autunno 2025. Nella lettera, De Luca evidenzia i rischi di paralisi amministrativa e finanziaria legati alla scadenza elettorale, in particolare per opere strategiche in corso di realizzazione, come infrastrutture sanitarie, cantieri Pnrr e progetti territoriali rilevanti.
Tra gli interventi citati figurano nuovi ospedali, case della comunità, la sede della Regione, impianti sportivi, e l’invaso di Campolattaro, un’opera da circa 750 milioni di euro nel beneventano, che rischierebbe di subire ritardi importanti se si votasse a ridosso del completamento amministrativo. De Luca sostiene che una leggera dilazione consentirebbe di mettere tutte le opere “in sicurezza e farle decollare” evitando discontinuità nel bilancio regionale.
La richiesta, contenuta in una lettera datata 18 giugno, è stata sottoposta a discussione oggi durante una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni. Anche il presidente del Friuli-Venezia Giulia e coordinatore Fedriga ha definito la questione “reale”, annunciando che presenterà la proposta a Palazzo Chigi per un esame a livello nazionale. Tuttavia, emergono posizioni di contrasto: il governatore della Toscana, Eugenio Giani, ha ribadito che la Costituzione stabilisce un mandato di cinque anni e che non si possono spostare le elezioni “in base a convenienze politiche”.
La proposta di rinvio giunge dopo il recente pronunciamento della Commissione Affari Costituzionali del Senato che ha respinto la possibilità per i presidenti regionali, incluso De Luca, di ottenere un terzo mandato. Quest’ultimo, pur impossibilitato a ricandidarsi, mantiene un potere decisionale e amministrativo significativo fino al momento del passaggio dell’incarico.
Le regioni che andranno al voto nel 2025 – oltre alla Campania, anche Veneto, Toscana, Marche e Puglia – attendono ora una decisione collegiale della Conferenza delle Regioni. Il tema si inserisce in un ampio dibattito politico sul rapporto tra tempistiche elettorali e gestione delle politiche pubbliche, destinato a coinvolgere Governo e Parlamento nei prossimi giorni.
Se il rinvio verrà approvato, le elezioni potrebbero essere spostate di qualche mese, fin verso inizio 2026, evitando la sovrapposizione tra scadenze elettorali e chiusura dei bilanci. Resta da vedere se ci sarà convergenza tra Regioni e se il governo trovasse la copertura normativa necessaria.
In conclusione, con il suo appello De Luca punta a tutelare le opere strategiche della Campania e ad evitare ritardi nei cantieri, ma si apre un confronto istituzionale sul bilanciamento tra stabilità amministrativa e rispetto delle norme elettorali.









