
L’endometriosi è una patologia cronica che affligge oltre 3 milioni di donne in Italia e milioni in tutto il mondo. Si tratta di una condizione caratterizzata dalla crescita anomala di tessuto simil-endometriale al di fuori dell’utero, con effetti devastanti sulla qualità della vita. Nonostante la sua diffusione, la strada verso una diagnosi è spesso lunga e complicata: in media, servono 7-10 anni per ottenere risposte certe, un ritardo che può aggravare ulteriormente la malattia e le sue complicazioni. L’ Associazione Progetto Endometriosi (Ape) è da vent’anni in prima linea nella lotta contro questa condizione. Grazie ai fondi del 5 per Mille, l’Ape ha realizzato 13 corsi di formazione per medici, ginecologi e operatori sanitari, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza della malattia e sensibilizzare l’opinione pubblica. «Abbiamo fatto passi da gigante nella sensibilizzazione e nel supporto alle pazienti, ma il nostro lavoro non è ancora finito», sottolinea la presidente Annalisa Frassineti. In occasione non solo della Giornata Mondiale dell’Endometriosi, l’associazione vuole ribadire un messaggio chiaro: “Stare male non è normale” . Troppe donne ricevono diagnosi tardive o affrontano il peso della malattia senza il supporto necessario. Grazie agli sforzi dell’Ape, è stato possibile fare luce su una patologia ancora oggi sottovalutata e supportare le donne che convivono con essa. Nonostante i progressi, la strada verso una diagnosi tempestiva e trattamenti adeguati è ancora lunga. Continuare a investire in informazione e formazione è essenziale per abbattere il silenzio che circonda questa malattia e offrire speranza a milioni di donne.










