domenica, Marzo 15, 2026
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Esclusa l’aggravante della crudeltà per il femminicidio di Martina Carbonaro

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La Procura di Napoli Nord ha terminato le indagini sull’omicidio della giovanissima afragolese Martina Carbonaro, di anni 14, uccisa a colpi di pietra dall’ex, Alessio Tucci, di anni 19, nella ex casa del custode del campo sportivo Moccia di Afragola. All’indagato dall’impianto accusatorio viene escluso quello l’aggravante di crudeltà rispetto ai cinque aggravanti previsti nelle accuse. Rimangono i motivi abietti e futili, il fatto di aver commesso il reato contro una persona legato sentimentalmente, di aver commesso il reato contro una minore di 18 anni e di aver approfittato di circostanze di luogo tali da ostacolare la difesa. Il pm della Procura di Napoli pur non negando la dinamica efferata dell’omicidio, ha asserrato che non vi siano elementi da cui poter desumere con certezza che egli volesse infliggere alla vittima sofferenze gratuite e aggiuntive se non quella di motivi abietti e futili. Un quadro accusatorio che, anche senza l’aggravante della crudeltà, preclude il rito abbreviato e mantiene il rischio dell’ergastolo per l’imputato. 

Inizialmente il gip aveva ritenuto sussistente l’aggravante della crudeltà, ipotizzando un accanimento nei confronti della vittima ma poi la perizia medico-legale diretta dal neo procuratore Domenico Airoma ha portato a escludere questo capo di reato, ritenendo che la condotta non eccedesse l’azione dell’omicidio. Le prime parole a caldo dell’avvocato Mario Mangazzo, legale di Tucci, sono state le seguenti: “Ora la parola passa alla difesa. Adesso possiamo chiedere e analizzare gli atti e decidere se chiedere un interrogatorio o depositare una memoria difensiva.”

 

 

 

 

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