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Europei di nuoto: Martinenghi oro nei 100 rana, Cerasuolo bronzo. Ceccon 4° nei 50 farfalla

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Nicolò sigla un 58”58 e sale sul gradino più alto del podio a Parigi, mentre Simone è terzo

PARIGI — Un’onda azzurra di travolgente potenza e maestria ha scosso la vasca olimpica della capitale transalpina, regalando alla spedizione italiana una giornata destinata a rimanere scolpita negli annali delle discipline acquatiche. Nelle acque parigine, il nuoto tricolore ha messo in scena una rappresentazione sublimata di forza, tecnica e caparbietà, culminata con una doppietta da brividi nella finale dei 100 metri rana maschili, a testimonianza di una scuola nazionale che continua a dominare la scena continentale con autorevolezza e continuità. A guidare la carica dell’Italia è stato un immenso Nicolò Martinenghi, autore di una prova magistrale per lucidità tattica e strapotere atletico. Il ranista lombardo ha nuotato con una fluidità impressionante, addomesticando la pressione della finale con la maturità dei grandissimi campioni. Con un perentorio e geometrico 58”58, Nicolò ha toccato per primo la piastra, infrangendo le ambizioni dei diretti avversari e andandosi a prendere di forza la medaglia d’oro. La sua è stata una vasca di ritorno poderosa, caratterizzata da una frequenza di bracciata impeccabile e da una spinta sulle virate che ha scavato il solco decisivo negli ultimi venticinque metri di gara. Il trionfo azzurro nella rana è stato completato dalla splendida prestazione di Simone Cerasuolo, capace di strappare un preziosissimo e meritato bronzo al termine di un duello spalla a spalla risolto sul filo dei centesimi. L’atleta emiliano ha interpretato la gara con grande aggressività sin dal tuffo di partenza, mantenendo una tenuta d’acqua prodigiosa nel tratto finale e resistendo al ritorno degli inseguitori. La presenza di due italiani sul podio continentale non è soltanto un dato statistico di prestigio, ma la dimostrazione tangibile di un movimento agonistico viscerale, compatto e in continua ebollizione. Un pizzico di amarezza, ma arricchita da immutata consapevolezza, giunge invece dalla finale dei 50 metri farfalla, dove Thomas Ceccon si è classificato al quarto posto. Il talento veneto, polivalente e sempre spinto dall’incessante ricerca del limite, si è fermato a un soffio dal podio in una gara secca, nevrotica e velocissima per definizione, dove ogni minima sbavatura nella fase di apnea o nella toccata d’arrivo può fare la differenza tra la gloria e il piazzamento d’onore. Nonostante la medaglia sfumata per un battito di ciglia, la prova di Ceccon conferma la sua presenza costante ai vertici della velocità internazionale. Tra la commozione di Martinenghi e Cerasuolo sul podio e l’orgoglio di una squadra intera, Parigi si tinge d’azzurro. Questo doppio alloro nella rana rappresenta una potente iniezione di fiducia e determinazione per l’intero prosieguo del campionato, confermando che l’Italia dell’acqua è pronta ad azzannare ogni singola gara con la fame e la classe dei suoi interpreti migliori.

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