venerdì, Febbraio 13, 2026
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Falso medico a Bordighera, esclusa l’infermità mentale: imputata pienamente capace di stare in giudizio

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È pienamente capace di intendere e di volere Enrica Massone, la donna originaria di Torino finita a processo a Imperia per una serie di gravi reati legati alla sua attività illecita, che l’avrebbe portata a spacciarsi per medico e a lavorare all’interno dell’ospedale Saint Charles di Bordighera nel corso del 2023. A stabilirlo è la perizia disposta dalla Procura di Imperia, che ha escluso in modo netto la presenza di patologie psichiche tali da compromettere la capacità dell’imputata di affrontare il procedimento penale.

Secondo quanto emerge dalla relazione dei consulenti nominati dall’accusa, i dottori Gabriele Rocca e Francesca Santi, Massone risulta “perfettamente capace di stare in giudizio”, non presenta “infermità rilevanti” ed è dunque “in grado di intendere e di volere”. Una valutazione chiara e senza ambiguità, che esclude qualsiasi ipotesi di incapacità mentale e conferma la piena imputabilità della donna rispetto ai fatti contestati.

L’inchiesta ruota attorno a una vicenda che ha destato forte allarme, non solo per la gravità delle accuse, ma anche per il contesto in cui si sarebbero svolti i fatti. Secondo l’impianto accusatorio, Enrica Massone sarebbe riuscita a inserirsi all’interno dell’ospedale Saint Charles di Bordighera spacciandosi per medico, esercitando di fatto la professione senza averne i titoli e utilizzando qualifiche false. Le contestazioni mosse nei suoi confronti comprendono falso ideologico, esercizio abusivo della professione medica e truffa.

La perizia psichiatrica non si è invece espressa sulla pericolosità sociale dell’imputata, limitandosi a valutare esclusivamente le sue condizioni mentali e la capacità di partecipare consapevolmente al processo. Un aspetto che, pur restando fuori dalla relazione tecnica, non incide sulla prosecuzione del procedimento giudiziario, che prosegue con una posizione processuale ormai definita sotto il profilo della capacità.

Nel frattempo, Enrica Massone si trova già detenuta in carcere per l’espiazione di una condanna definitiva a 4 anni e 3 mesi di reclusione per truffa e peculato. In quel procedimento, celebrato per fatti avvenuti a Torino, la donna si era finta amministratrice di sostegno di due anziani, appropriandosi indebitamente delle loro pensioni per diversi mesi. Una vicenda che aveva portato a una sentenza ormai passata in giudicato, con fine pena previsto per gennaio 2030.

Il processo in corso a Imperia rappresenta dunque un ulteriore capitolo giudiziario per l’imputata, chiamata ora a rispondere delle accuse legate alla falsa attività medica svolta a Bordighera senza poter invocare attenuanti di natura psichiatrica. Una storia che continua a sollevare interrogativi e preoccupazioni, soprattutto per le falle nei controlli che avrebbero consentito a una persona priva di titoli di operare in un contesto sanitario, con potenziali rischi per pazienti e operatori.

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