
Il tribunale civile di Roma ha respinto la richiesta avanzata da Evelina, figlia di Vittorio Sgarbi, per la nomina di un tutore legale o amministratore di sostegno per il celebre critico d’arte e personaggio televisivo, segnando un nuovo capitolo di una vicenda familiare e giudiziaria che nelle ultime settimane ha catturato l’attenzione dei media. Il giudice Paola Scorza ha stabilito che Sgarbi è “perfettamente capace” di gestire le questioni quotidiane della propria vita, rigettando così la principale istanza avanzata dalla figlia, pur disponendo una perizia medica per valutare la capacità dell’uomo di affrontare atti straordinari come testamento o matrimonio, che richiedono facoltà decisionali complesse. Vittorio Sgarbi è una delle personalità più note e controverse della cultura italiana. Critico d’arte, opinionista televisivo, scrittore, politico e negli anni anche sottosegretario ai Beni culturali, la sua carriera è costellata di mostre, libri, programmi televisivi e apparizioni pubbliche. Negli ultimi mesi, secondo quanto sostenuto dalla figlia, Sgarbi avrebbe vissuto un periodo di grave crisi personale e di salute, con episodi di depressione, ricoveri e difficoltà nel gestire la quotidianità. Evelina ha raccontato di aver visto il padre in condizioni preoccupanti, con perdita di peso e difficoltà di comunicazione, e ha motivato la richiesta di tutela come misura di protezione per la salute e la sicurezza del genitore. Al centro della disputa familiare c’è anche la figura di Sabrina Colle, storica compagna di Sgarbi, attrice e personaggio pubblico nota per la sua carriera cinematografica e teatrale. I due hanno costruito negli anni un legame solido, fatto di affetto e sostegno reciproco, e recentemente hanno annunciato l’intenzione di sposarsi, suggellando un amore che entrambi hanno definito “profondo e duraturo”. Sgarbi ha più volte dichiarato che Colle è stata un punto di riferimento fondamentale nei periodi più difficili della sua vita, capace di stargli vicino con discrezione e comprensione. Tuttavia, questo amore non è visto di buon occhio dalla figlia Evelina, che ha espresso pubblicamente preoccupazioni e dissenso nei confronti della compagna del padre, accusandola di avere un’influenza eccessiva sulla sua vita e sulle decisioni che lo riguardano. Le tensioni tra madre e figlia hanno aggiunto un ulteriore strato di complessità alla vicenda, contribuendo a rendere la disputa familiare ancora più mediatica. Evelina ha motivato la richiesta di amministratore di sostegno come misura di protezione, sottolineando di non avere alcun interesse economico nella vicenda, ma di essere preoccupata per la salute e la sicurezza del padre e per l’esclusione dalla sua vita quotidiana. Lo stesso Sgarbi ha reagito con fermezza, definendo la richiesta della figlia un’offesa personale priva di fondamento, ribadendo di sentirsi stabile, ben assistito e capace di gestire la propria vita, criticando le accuse come esagerate e illogiche. Pur rifiutando l’amministratore di sostegno, il tribunale ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio per valutare la capacità di Sgarbi di affrontare atti straordinari. La decisione di sospendere la parte relativa a queste decisioni fino all’esito della perizia aggiunge un ulteriore elemento di complessità alla vicenda, che rimane sotto stretta osservazione dei media e dell’opinione pubblica. La decisione del tribunale ha scatenato reazioni contrastanti: c’è chi applaude alla tutela della libertà individuale di Sgarbi e chi ritiene insufficiente la misura della perizia per proteggere un uomo anziano considerato vulnerabile. Nei prossimi mesi, l’esito della perizia medica potrà influenzare futuri provvedimenti sulla capacità di Sgarbi di compiere decisioni personali e legali. Intanto, le tensioni tra padre e figlia restano evidenti, con dichiarazioni pubbliche dure e contese legali che promettono di proseguire ancora a lungo. La vicenda, tra diritti individuali, preoccupazioni familiari e grande visibilità mediatica, si conferma come uno dei casi più seguiti e discussi nel panorama pubblico italiano di fine 2025.









