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Fernando Spano: 50 anni di genio che trasformano la storia in scultura

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LECCE Un viaggio attraverso mezzo secolo di arte, ingegno e visione. È quello che propone la Fondazione Palmieri, che l’1 agosto 2025 apre le porte a una mostra imperdibile dedicata al maestro Fernando Spano, accogliendo visitatori da ogni angolo del mondo. Non solo dal Salento, ma da tutto il panorama internazionale dell’arte, accorrono a rendere omaggio a un artista che ha riscritto il linguaggio della scultura.
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Classe e innovazione, materia e leggerezza. Spano incarna un’arte che rigenera il passato e lo proietta nel futuro: 50 anni di creazioni uniche, scolpite con una tecnica originale ed evolutiva, riconosciuta come una delle più significative nel panorama contemporaneo. Il suo segno distintivo? L’uso consapevole di materiali di recupero, trasformati in opere tridimensionali dalla sorprendente levità. Un’arte che è anche atto ecologico, nel rispetto dell’ambiente e della storia, capace di ridare vita a ciò che sembrava perduto.
 
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“Dove gli altri hanno lasciato, io riprendo” ama ripetere Spano indicando la sua vocazione di narratore del tempo, che riparte dalle vestigia del passato per restituire nuova forma e memoria. La sua cifra stilistica nasce dal classico, ma sa reinventarsi con una forza moderna che lo rende unico. Tra le opere più significative, spicca la sua prima scultura mobile realizzata nel 2018: un affascinante generale di Tivoli ispirato a una fotografia d’epoca del 1984. Da lì, un’esplosione creativa inarrestabile.
 
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Impossibile elencare tutte le sue tappe, ma basti ricordare:
L’affresco su commissione del Conte Leone de Castris per la cappella di famiglia;
Le prestigiose esposizioni organizzate con l’associazione Tiche Eventi all’Expo di Bari e al Palazzo Baronale di Novoli;
Le partecipazioni a fiere d’arte nazionali come Padova, Verona, Forlì, Parma, Roma, Viterbo, Firenze e Modena;
La presenza al Miart di Milano 2024, dove gli è stato anche affidato il ritratto ufficiale di Ali Mohamad, Capo missione della Lega degli Stati Arabi in Italia.
 
Il suo viaggio artistico ha attraversato anche luoghi iconici come:
•La Biennale del Gattopardo nel Palazzo Ducale dei Tomasi di Lampedusa ad Agrigento,
•La potente mostra “Loci Interdicti” nel cuore di Palermo,
•Le eleganti esposizioni all’Hotel Savoia e Jolanda di Venezia e presso il Boutique Resort Hotel Villa nello Stato di New York.
 
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Ovunque vada, le sue opere nutrono l’anima e incantano la critica.
Gli esperti lo hanno definito senza esitazione:
 
“Genio indiscusso del suo tempo.”
 
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Un artista capace di reinventare lo stile antico con una forza nuova, Spano scolpisce non solo la materia, ma anche la coscienza di chi osserva. La sua arte non è mai solo contemplazione: è esperienza viva, intima e universale. Chiunque varchi le sale della Fondazione Palmieri in questi giorni non potrà che uscirne trasformato.
 
In merito alla mostra di Fernando Spano presso la Fondazione Palmieri di Lecce
 
È difficile restare indifferenti di fronte all’opera di Fernando Spano. Visitare la sua mostra non significa semplicemente osservare delle sculture: significa vivere un’esperienza emotiva, storica e artistica insieme. Spano non modella soltanto materiali. Plasma memorie, archetipi, identità culturali. Raccoglie ciò che altri hanno dimenticato come lui stesso afferma e lo restituisce al presente con una nuova dignità estetica ed etica. Le sue opere non sono oggetti, sono testimoni del tempo, e il tempo, sotto la sua mano, si fa materia poetica. Da giornalista, da donna, da osservatrice del mondo contemporaneo, non posso che sottolineare l’importanza del suo messaggio: arte come rinascita, come forma di rispetto verso l’ambiente e verso la nostra eredità culturale. E farlo oggi, in un’epoca così complessa e fragile, è un gesto coraggioso, necessario, potente. La mostra alla Fondazione Palmieri è un dono per Lecce, per il Salento, per l’Italia. Ma anche un richiamo silenzioso all’ anima di chi sa ancora emozionarsi davanti alla vera bellezza, quella che non grida, ma resta. E resterà.
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