venerdì, Febbraio 13, 2026
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Ferragni assolta: crolla il Pandoro Gate, tutte le accuse spazzate via

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La fashion influencer italiana Chiara Ferragni è stata assolta e decadono tutte le accuse penali nel cosiddetto “Pandoro gate”, il caso giudiziario che ha tenuto banco negli ultimi due anni tra social, tribunali e opinione pubblica. Il Tribunale di Milano ha emesso la sentenza che pone definitivamente fine al processo per truffa aggravata e pubblicità ingannevole legati alla promozione di prodotti natalizi e pasquali presentati come benefici per iniziative di beneficenza. 

La vicenda giudiziaria ruotava intorno alla vendita di pandori “Pink Christmas” prodotti da Balocco e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi, campagne nelle quali Ferragni aveva collaborato come testimonial. Secondo l’accusa, i messaggi promozionali avrebbero indotto i consumatori a credere che una parte significativa dei ricavi derivanti dalle vendite sarebbe andata in beneficenza, in particolare per il supporto all’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino o ad associazioni per bambini. 

Al termine di un processo con rito abbreviato, il giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, ha dichiarato estinzione del reato e proscioglimento di Ferragni e dei co-imputati, tra cui l’ex collaboratore Fabio Damato e Francesco Cannillo, presidente della Cerealitalia (la società che controlla Dolci Preziosi). La decisione si fonda sulla caduta delle aggravanti contestate dall’accusa e sul fatto che molte delle querele erano state ritirate nel corso delle trattative per risarcimenti civili, rendendo così il reato non perseguibile penalmente. 

Ferragni ha accolto con profonda emozione la lettura della sentenza: “È la fine di un incubo durato due anni”, ha dichiarato all’uscita dal tribunale, ringraziando i suoi avvocati, i follower e tutte le persone che le sono state vicine durante il lungo iter giudiziario. L’influencer ha parlato di sollievo e di un’opportunità per “riprendersi la propria vita”. 

Un caso che ha scosso l’Italia

Il processo, iniziato dopo indagini su presunte pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole, aveva già comportato conseguenze significative per Ferragni dal punto di vista amministrativo e mediatico. Nel 2023, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) aveva multato l’ecosistema aziendale legato alla influencer con oltre 1 milione di euro per pratiche commerciali ritenute scorrette legate alla stessa vicenda del pandoro. 

Nel 2024, inoltre, Ferragni accettò di versare circa 1,2 milioni di euro a favore dell’associazione “I Bambini delle Fate” — che sostiene bambini con disturbi neuro-psichiatrici — come parte di un accordo per la chiusura di un’altra querela legata alle uova di Pasqua. Complessivamente, risarcimenti e accordi civili ammontano a oltre 3,4 milioni di euro versati tra associazioni di consumatori e singoli querelanti. 

Questi risarcimenti furono determinanti: senza la permanenza delle querele, infatti, il reato di fraudolenta ingannevolezza semplice non poteva essere perseguito penalmente, portando alla dichiarazione di estinzione del reato.

La conclusione del processo ha riacceso discussioni pubbliche e mediatiche sul ruolo degli influencer nel marketing e sul confine tra comunicazione persuasiva e responsabilità penale. Alcuni commentatori, come l’opinionista Selvaggia Lucarelli, hanno sottolineato che la pronuncia rappresenta un “proscioglimento tecnico”, poiché la corte ha escluso la possibilità di procedere penalmente per mancanza di querele, pur non sminuendo le critiche alla gestione comunicativa delle campagne. 

Il caso Ferragni ha inoltre spinto le istituzioni italiane a valutare ulteriori interventi normativi per regolamentare in modo più stringente la trasparenza nella promozione commerciale e nelle collaborazioni con cause benefiche, soprattutto quando coinvolgono personaggi con milioni di follower. 

Con la fine di questo capitolo giudiziario, Chiara Ferragni sembra pronta a rilanciare la sua carriera imprenditoriale e mediatica. Dopo anni segnati da ascolti di tribunali, controversie e un impatto sulla sua reputazione online, la sentenza di assoluzione giunta ieri rappresenta una svolta: nessuna condanna penale, nessuna pena da scontare. 

La vicenda, oltre a segnare un punto di svolta per Ferragni stessa, lascia un segno nel dibattito italiano sulla responsabilità e l’etica della comunicazione commerciale nell’era dei social network, aprendo nuovi interrogativi su come bilanciare libertà creativa, trasparenza e tutela dei consumatori. 

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