
Niente – o forse troppo ? – di nuovo sotto il sole, sarebbe facile affermare, dopo aver messo a punto la mente (in Occidente la giornata è iniziata da poco), dopo il riposo della notte. La breve premessa introduce un casus belli, tanto per rimanere in tema, strano ma vero. L’informazione di ogni genere, senza tener conto di quella di parte, dà l’idea di voler osservare da lontano quanto accade sui vari fronti di guerra. Sta rivolgendo invece particolare attenzione a eventi importanti, talvolta anche gravi, accaduti sul territorio dove è quotidiano l’impegno di osservare e riportare quanto accade in loco. Non ignoreranno quei giornalisti che ciò che si verifica nei luoghi di loro competenza è paragonabile all’ effetto di uno tsunami, allorquando colpisce, tale eventualitlà è frequente, una realtà lontana dal punto del mare dove lo stesso si è originato. Trump ha avuto modo di informare il mondo già una quarantina di volte che il conflitto tra USA e Iran era sul punto di giungere a conclusione, mentre i fatti continuano a dimostrare il contrario. Intanto stanno riprendendo visibilità le informazioni locali, intendendo per esse quelle riferite a ciò che succede Italia e nel resto della UE. Per quanto riguarda il Paese, tiene banco la politica con le numerose contraddizioni che stanno emergendo giorno dopo giorno, in particolare per quanto riguarda l’opposizione, quanto per alcune posizioni che, seppure occasionalmente, la maggioranza tenta di difendere. Sarebbe troppo lunglo esaminare anche solo alcuni dei casi citati, per cui è bene cambiare registro e passare ai problemi economici della Nazione. Essi oramai hanno assunto l’atteggiamento che assumono le formiche quando viene sollevata la pietra che è sopra al formicaio dove vivono: corrono senza una meta con tale velocità, che talvolta non ce la fanno a raggiungere un posto tranquillo. A questa ipotesi molto comune se ne sommano altre di genere diverse, egualmente incresciose se non più. Alcune realtá che marcarono la Ricostruzione, definita per estensione anche ” miracolo economico”, alcune in mani pubbliche, allo stato imprenditote, oggi sono giunte a uno stato di decozione totale. Tanto vale per l’ ILVA, la più importante acciaieria italiana, con tutto l’indotto che lavora per essa.
Oltre a quanto citato fin’ ora, bisogna aggiungere che, verso la fine degli anni ’60, per settore economico si intendeva l’economia reale, quella del fare, a cui la finanza fungeva da supporto.
Oggi la parte del leone la fa proprio l’attività finanziaria, a cui quella produttiva il più delle volte fa da complemento, seppur limitato. Sarà stato solo un caso, ma ieri, per la prima volta in assoluto, un Cardinale, Monsignor Matteo Zuppi, della diocesi di Bologna, presidente della CEI, è stato ospite nella sede della Borsa Italiana, in Piazza Affari a Milano, per presentare un volume sull’ attività creditizia e i parametri che deve rispettare. La situazione che quel lavoro evidenzia è che le banche devono fare molta attenzione agli aspetti speculativi della finanza. Padrone fino in fondo dell’autonomia della propria attività, devono ridurre quel tipo specifico della stessa, ben sapendo che essa, se abusata, intralcia le attività produttive vere e proprie.
Anche in questo caso dovrebbe valere quanto recita l’officiante durante la messa: “parola di Dio”. Ciò significa che non dovrebbero intervenire dubbi di sorta su quanto ha evidenziato per l’occasione Monsignor Zuppi.
“A buon intenditor, poche parole” dovrebbe essere la versione laica di quanto da lui affermato. E così sia.









