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Flop candidati in Campania

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25/11/25 – Regionali Campania, i flop elettorali: il caso Di Fenza e le altre candidature sotto le attese

Alle Regionali della Campania emergono con forza anche i flop elettorali, ovvero quelle candidature molto discusse durante la campagna ma che non sono riuscite a tradurre la visibilità mediatica in voti reali. Tra i casi più evidenti spicca quello di Pasquale Di Fenza, candidato di Forza Italia sostenuto in modo massiccio dalla tiktoker Rita De Crescenzo.

Di Fenza era diventato uno dei nomi più commentati sui social, grazie a dirette, contenuti virali e una massiccia esposizione mediatica legata alla creator napoletana. Tuttavia, allo scrutinio si ferma intorno alle mille preferenze, un risultato lontanissimo dagli oltre diecimila voti raccolti dai candidati forzisti che hanno ottenuto il seggio. Il suo caso diventa così emblematico della distanza tra popolarità digitale e consenso politico concreto.

Gli altri flop: Di Maggio, Boccia e Ciarambino
Il quadro dei risultati deludenti non si ferma qui.

Daniela Di Maggio, mamma di Giogiò e candidata della Lega, raccoglie 886 voti, ben sotto le aspettative alimentate dalla sua forte esposizione pubblica.

Maria Rosaria Boccia, candidata nella civica di Bandecchi, ottiene appena 78 preferenze.

Valeria Ciarambino, ex vicepresidente del Consiglio regionale e candidata con Avanti Campania, supera di poco quota 3mila voti, insufficiente per avvicinarsi al seggio.

Questa tornata elettorale mette in luce un elemento chiave: la notorietà online non garantisce automaticamente successo alle urne.

Le dinamiche social possono amplificare un personaggio, ma la conversione in voto resta un terreno complesso, che richiede struttura politica, radicamento territoriale e organizzazione reale.

Una Campania che dimostra ancora una volta di essere la patria del clientelismo dove il poter di 20 anni fi di sinistra  radicato nelle istituzioni. Regionali soprattutto da de luca il più bravo adescatore di voti basti pensare solo che nella coalizione che ha vinto ci sono il re del trasformismo politico Mastella i Palladino della nuova politica( più che nuova sembra la prima republica) dei 5 stelle acerrimi nemici solo pochi mesi prima di de luca che li voleva incendiare con un lancia fiamme una pasticcio di altri simboli che nulla hanno da condividere con il PD quindi una vittoria fondata su una menzogna elettorale che purtroppo vedrà la nostra regione martire di un governo senza programmi e senza obbiettivi con solo slogan e chiacchiere  

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