lunedì, Maggio 11, 2026
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Furti di scooter nel Principato di Monaco: 30 mesi di carcere per due fratelli

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Monaco, 30 mesi di carcere per furti di scooter
Colpivano in pochi minuti, attraversando il confine e agendo con rapidità e precisione, ma alla fine la loro attività criminale è stata fermata. Due fratelli di origine tunisina, residenti a Mentone, sono stati condannati a 30 mesi di carcere per una serie di furti di scooter messi a segno nel Principato di Monaco tra gennaio e aprile 2026.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due uomini agivano in maniera organizzata e sistematica. Partivano dalla Francia, superavano il confine e individuavano i mezzi più facili da sottrarre, spesso parcheggiati in zone centrali o poco sorvegliate. In pochi istanti riuscivano a forzare i blocchi e a portare via gli scooter, facendo poi rapidamente perdere le proprie tracce.
Un modus operandi rodato, che aveva consentito loro di mettere a segno almeno cinque colpi in pochi mesi, generando preoccupazione tra i residenti e i lavoratori del Principato. Monaco, infatti, è nota per l’alto livello di sicurezza e per la presenza capillare delle forze dell’ordine, ma episodi come questi dimostrano come anche contesti altamente controllati possano essere presi di mira da gruppi organizzati.
A risultare decisiva per le indagini è stata la rete di videosorveglianza, estremamente sviluppata sul territorio monegasco. Le telecamere hanno permesso di seguire i movimenti dei due fratelli, ricostruire gli spostamenti e raccogliere prove concrete dei furti. Le immagini hanno fornito elementi chiari che hanno portato all’identificazione e al successivo arresto dei responsabili.
Durante il processo, è emersa la natura ripetitiva e organizzata delle azioni, elemento che ha inciso sulla severità della condanna. Il tribunale ha infatti riconosciuto la premeditazione e la continuità dei reati, sottolineando come non si trattasse di episodi isolati ma di una vera e propria attività criminale pianificata.
Oltre alla pena detentiva di 30 mesi, per entrambi è stato disposto anche il divieto di ingresso nel Principato di Monaco per un periodo di dieci anni. Una misura accessoria che evidenzia la volontà delle autorità di impedire qualsiasi possibilità di recidiva sul territorio.
Il caso rappresenta un segnale forte da parte della giustizia monegasca. Le istituzioni confermano una linea di assoluta fermezza nei confronti dei reati contro il patrimonio, soprattutto quando messi in atto con modalità organizzate e transfrontaliere.
“Tolleranza zero” non è solo uno slogan, ma una linea concreta che si traduce in controlli capillari, utilizzo avanzato della tecnologia e risposte giudiziarie rapide e incisive. Monaco continua così a difendere il proprio modello di sicurezza, intervenendo con decisione contro chi tenta di violarlo.

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