mercoledì, Maggio 20, 2026
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Garlasco, nuove analisi confermano: il sangue sul tappetino e sulle scale è di Chiara Poggi. Nessuna traccia maschile. Nuovi elementi dalla testimonianza di un muratore

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A 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco, nuove analisi scientifiche confermano quanto già stabilito allora: il sangue ritrovato sul tappetino del bagno e su alcuni punti delle scale appartiene esclusivamente alla giovane. I consulenti di parte, incaricati nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dalla Procura di Pavia per la nuova indagine sul caso, hanno escluso la presenza di DNA maschile. Lo stesso esito è emerso dall’esame dei tre tamponi autoptici prelevati dal corpo della vittima.

Gli esperti non sono riusciti invece a ricavare alcun profilo genetico dal segmento di capello rinvenuto nei rifiuti. I risultati, dunque, sembrano rafforzare le precedenti ricostruzioni, lasciando aperti però nuovi interrogativi alla luce delle ultime testimonianze riemerse negli ultimi mesi.

Un nuovo fronte investigativo si è aperto grazie alle dichiarazioni di un muratore nordafricano che, secondo quanto riportato dal settimanale Gente, avrebbe rinvenuto nel 2018 uno zaino militare abbandonato nella roggia di Tromello, durante una pulizia del canale. Lo zaino è stato consegnato ai carabinieri solo lo scorso 14 maggio. Al suo interno, l’uomo riferisce di aver trovato strumenti da lavoro – tra cui un attizzatoio, un’ascia e la testa di un martello – compatibili, secondo alcune ipotesi, con l’arma del delitto.

Particolarmente rilevante è il riferimento a un paio di scarpe con la suola “a pallini”, abbandonate perché non della sua misura: “Io porto il 42, quelle erano un 43 o 44”, ha dichiarato. L’uomo ha affermato di voler presto consegnare ulteriori “prove” alla magistratura.

La suola a pallini richiama un dettaglio centrale nelle indagini fin dall’inizio: l’impronta trovata nel sangue di Chiara Poggi, sempre ricondotta ad Alberto Stasi, allora fidanzato della vittima e unico condannato per il delitto. Tuttavia, nel corso degli anni, diverse perizie hanno sollevato dubbi sulla corrispondenza tra quelle impronte e le scarpe indossate da Stasi, che calza il 42. La taglia 44, invece, combacerebbe con la misura delle scarpe di Andrea Sempio, altro nome comparso più recentemente nelle analisi difensive.

La nuova testimonianza si intreccia anche con quella del teste Gianni Bruscagin, secondo cui il giorno dell’omicidio una donna, Stefania Cappa, sarebbe stata vista entrare nel cortile della nonna con un borsone pesante. Un dettaglio che aveva già attirato l’attenzione degli inquirenti.

Mentre le analisi genetiche confermano l’assenza di tracce maschili sulle ultime evidenze biologiche, le nuove testimonianze e i reperti finora non considerati potrebbero aprire ulteriori spiragli investigativi. La Procura di Pavia si prepara a esaminare quanto consegnato e promesso dal muratore, nella speranza di fare luce definitiva su uno dei casi giudiziari più controversi degli ultimi decenni in Italia.

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