Somma Vesuviana è piombata nell’incubo nella tarda serata di ieri quando in un’abitazione alla periferia del centro i carabinieri hanno rinvenuto un padre quarantottenne e il figlio diciannovenne riversi a terra, entrambi colpiti da numerose coltellate, in un quadro che gli investigatori definiscono “una scena di violenza brutale e apparentemente premeditata”. L’allarme è scattato poco dopo le 22 quando alcuni vicini, insospettiti dalle urla provenienti dall’appartamento, hanno contattato il 112: al loro arrivo i militari hanno trovato la porta socchiusa e all’interno i due feriti in un lago di sangue, mentre dell’aggressore nessuna traccia. L’uomo è stato trasportato d’urgenza al Cardarelli dove versa in condizioni critiche, mentre il giovane è stato trasferito al Policlinico con diverse ferite da taglio agli arti e all’addome, ma non sarebbe in pericolo di vita. Secondo una prima ricostruzione, l’azione sarebbe stata fulminea e compiuta da una sola persona che conosceva bene la casa e le abitudini dei due: non vi sono infatti segni di effrazione, e questo elemento orienta gli inquirenti verso un possibile aggressore che la famiglia conosceva o che è riuscito a farsi aprire senza difficoltà. Gli investigatori stanno ascoltando i parenti più stretti, gli amici e i vicini nel tentativo di ricostruire i movimenti della giornata e comprendere se nell’ultima settimana ci siano stati litigi, minacce o tensioni rimaste sottotraccia; sotto esame anche il telefono delle vittime, i contatti più recenti e la rete sociale dei due, per individuare eventuali legami con ambienti problematici o persone con cui vi fossero attriti. Tra le ipotesi vagliate non si esclude la pista familiare, quella legata a questioni economiche, né quella di un atto violento improvviso sfociato da un litigio degenerato. Non meno rilevante la possibilità che l’autore potesse conoscere uno dei due per motivi personali o sentimentali: i carabinieri stanno analizzando anche questa dimensione alla luce di alcune testimonianze raccolte in zona. A rendere ancora più fitto il mistero è la fuga dell’aggressore, che secondo alcuni residenti avrebbe lasciato l’abitazione pochi minuti prima dell’arrivo dei soccorsi, muovendosi velocemente tra i vicoli e facendo perdere le proprie tracce; le telecamere della zona sono state sequestrate e potrebbero offrire elementi decisivi. L’intera comunità di Somma Vesuviana è scossa: una cittadina abituata a una tranquillità relativa si trova ora a fare i conti con un fatto di sangue che ha generato paura, incredulità e un clima di attesa angosciosa. Il sindaco ha espresso la sua vicinanza alle vittime e ha invitato la popolazione alla calma, assicurando che le forze dell’ordine stanno lavorando senza sosta. Nelle prossime ore gli inquirenti attendono di poter ascoltare almeno il figlio, unico testimone diretto dell’episodio: le sue parole potrebbero rappresentare la chiave per identificare l’autore dell’aggressione e dare un nome a chi, in pochi istanti, ha trasformato una tranquilla serata in un dramma che ha sconvolto una famiglia e l’intera comunità.









