venerdì, Febbraio 13, 2026
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Giorgia Meloni ha deciso: dirà no al Board of Peace di Trump

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di Olimpia Fumagalli

 

Giorgia Meloni ha deciso: l’Italia dirà no al Board of Peace per Gaza promosso da Donald Trump. Alla base della scelta c’è l’articolo 11 della Costituzione, che consente la partecipazione italiana solo a organizzazioni internazionali per la pace «in condizioni di parità con gli altri Stati».

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il progetto voluto dal presidente degli Stati Uniti non rispetterebbe questo principio. Il Board of Peace viene infatti descritto come una sorta di Onu privata, con una quota di ingresso fissata a un miliardo di dollari per ottenere un seggio permanente.

«No, così non si può», sarebbe stata la posizione netta della presidente del Consiglio. Meloni potrebbe comunque essere presente a Davos, per ragioni diplomatiche e di buon vicinato, ma chiarirà a Trump che la legge italiana non consente l’adesione al nuovo organismo.

 

A pesare sulla decisione c’è anche un aspetto politico-istituzionale. La questione è stata affrontata in un confronto telefonico tra Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, e il ministro della Difesa Guido Crosetto, con una linea condivisa a Palazzo Chigi.

La ratifica di trattati internazionali richiederebbe infatti un passaggio parlamentare con una legge ordinaria, ma i tempi sarebbero ormai troppo stretti. Inoltre, il Quirinale potrebbe bloccare il provvedimento per la presunta incostituzionalità delle regole di ingaggio previste dal Board.

 

Non solo: l’adesione rischierebbe anche un giudizio davanti alla Corte Costituzionale. «Non è una strada percorribile», sarebbe la convinzione prevalente del governo, anche su spinta di Forza Italia, mentre la Lega si è allineata alla posizione dell’esecutivo.

Il no di Meloni all’“amico” Trump potrebbe rappresentare uno strappo diplomatico, dopo le recenti critiche della premier sul caso Groenlandia. Tuttavia, l’Italia non è isolata: anche Germania e Regno Unito hanno deciso di non partecipare al Board.

In Europa, al momento, solo Ungheria e Albania sembrano intenzionate ad aderire. A Davos, dunque, Meloni si presenterà come osservatrice, mentre la sua agenda prevede anche il Consiglio europeo straordinario convocato a Bruxelles sulle tensioni con gli Stati Uniti.

Il Board of Peace per Gaza, fortemente voluto da Trump, punta a creare un organismo alternativo alle Nazioni Unite, sotto il diretto controllo della Casa Bianca. Un progetto ambizioso, ma che solleva forti dubbi di legittimità e che, per ora, tiene l’Italia ufficialmente fuori.

 
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