
Oggi a Washington, con il giuramento di fedeltà alla Costituzione all’interno del Campidoglio a causa del grande freddo, Donald Trump riceverà la bacchetta per dirigere l’orchestra America. Sarà il modo per passare dalle parole ai fatti, cioè di iniziare a mettere in opera quanto ha promesso agli Americani di voler fare durante la campagna elettorale Per ora è possibile affermare che il primo mese del nuovo anno non sta deludendo le attese: durante la scorsa settimana, in Medioriente è diventata realtà la tregua raggiunta (?) e, almeno formalmente, è passata dallo stato verbale a quello di fatto. Salvo imprevisti, il Presidente Trump troverà uno tra i più gravi dei problemi che affliggono l’umanità avviato a soluzione o quasi. É nel ruolo di Primo Cittadino della più importante democrazia del pianeta che il neopresidente non avrà vita facile. Eppure egli trova una disoccupazione a un livello basso, come poche volte è successo nella storia recente di quel paese: essa si assesta intorno al 4%della popolazione attiva. Lo stesso vale per la produzione. Con la , seppur lenta crescita dei consumi interni gli USA hanno iniziato a ripercorrere un sentiero virtuoso che, se non sarà reso impervio da un ostacolo qualsiasi, li porterà ancora una volta a essere considerati come il grande salvagente pneumatico del pianeta di cui sono dotati, di dimensioni più piccole, i vigili del fuoco. Resta un pungolo appuntito in partircolare la questione degli emigranti irregolari che rischiano la vita per mettere piede in un punto qualsiasi delle coste a stelle e strisce. Tale questione è ancora più pesante di quella analoga che sta scontando la UE: dall’ America Latina per raggiungere gli States non ci sono mari, fiumi o laghi da superare. Nel resto del Mondo due sono, tra le altre, le situazioni più delicate e difficili che impegneranno Trump in trasferta. Esse sono l’invasione dell’Ucraina e le annose guerra e guerriglia che contrappongono israeliani e palestinesi alla stregua di una ipotesi senza necessità di verifica. In tema di problemi economici, il neo presidente è stato, fin dalla discesa in campo per la conquista di quel mandato, un paladino del protezionismo a ampio raggio e i dazi che applicherà sono realtà, non ipotesi. Per ora è bene che l’intero staff presidenziale si metta al lavoro al più presto. Il futuro immediato dovrebbe vedere Trump impegnato nel conferimento degli incarichi di governo e simili. Dopodiché si dovrà raggiungere in poco tempo l’ andatura di crociera. Dà buone speranze che ciò possa riuscire una sintetica affermazione usata nel mondo agricolo:” la processione prende forma strada facendo “. Con l’augurio che lo stesso valga anche in politica, soprattuto nella fase
attuale.









