Il corpo a corpo sulle mascherine: Conte respinge le accuse
Il fulcro del confronto è stato inevitabilmente l’inchiesta sulle forniture di mascherine dalla Cina e il ruolo dell’allora commissario straordinario Domenico Arcuri. Porro, fedele al suo stile incalzante e senza sconti, ha incalzato l’ospite sui dettagli emersi circa i presunti milioni di euro in commissioni per dispositivi di protezione giudicati non a norma.
”Non ho lavorato nelle segrete stanze per costruire trame personali, tutto quello che è stato fatto è passato alla luce del sole e sotto il controllo del Parlamento”, ha rivendicato con forza Conte.
L’ex Presidente del Consiglio ha rispedito al mittente le critiche del centrodestra — rinfocolate poche ore prima anche da Giorgia Meloni — parlando di una strumentalizzazione politica tardiva su una crisi globale senza precedenti, in cui la priorità assoluta era mettere in sicurezza i cittadini italiani.
Economia e alleanze: il Superbonus non si tocca
L’altro grande terreno di scontro ha riguardato la politica economica e l’eredità finanziaria dei governi Conte. Il conduttore ha sollevato i dubbi sui costi complessivi del Superbonus 110%, ma il leader del M5S ha difeso la misura come il vero motore che ha permesso il balzo del PIL italiano nel post-pandemia, accusando l’attuale esecutivo di aver “smantellato i presidi di legalità e anticorruzione” e di aver gettato il Paese in una stagnazione sociale ed economica legata al carovita.
Non sono mancati passaggi duri sulla politica estera e la difesa europea, con Conte che ha ribadito la sua linea fortemente critica sul riarmo e sul rischio che l’Italia finisca per essere il “fanalino di coda” in un’Europa a trazione franco-tedesca se si continueranno a distrarre i fondi di coesione per le spese militari.
Un’intervista fiume che fotografa una distanza ormai incolmabile tra la visione dell’ex “avvocato del popolo” e la narrazione della maggioranza, confermando come la gestione dell’emergenza sanitaria resti, a distanza di anni, il vero nervo scoperto della politica italiana.
Ora c’è da attendere solo l’audizione in Commissione
* Opinionista









