GIUGLIANO IN CAMPANIA – Dietro ogni evento di successo c’è sempre una storia che merita di essere raccontata. E quella di “Canzoni Scomposte – Concerto per la Legalità” non nasce in pochi mesi, né da una semplice idea organizzativa. Nasce da anni di incontri, di ascolto, di testimonianze, di confronto con migliaia di giovani nelle scuole della Campania. Nasce dalla convinzione che la legalità non possa essere insegnata soltanto attraverso le regole, ma debba essere vissuta, raccontata e condivisa attraverso esperienze concrete e testimonianze autentiche. Il percorso prende forma diversi anni fa grazie all’impegno di Don Salvatore Saggiomo, già cappellano penitenziario e oggi Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Caserta, che ha fatto della prevenzione e dell’educazione alla legalità una vera missione sociale. L’esperienza maturata all’interno degli istituti penitenziari ha rafforzato una convinzione profonda: il carcere rappresenta troppo spesso il punto finale di percorsi di disagio, marginalità e scelte sbagliate che avrebbero dovuto essere intercettati molto prima. Da qui la necessità di investire sui giovani, sulla scuola, sulla formazione delle coscienze. Accanto a lui, in questi anni, ha camminato Gennaro Panzuto, ex appartenente alla camorra che ha scelto di raccontare pubblicamente la propria storia di cambiamento. Una testimonianza forte, autentica, capace di parlare ai ragazzi con il linguaggio della verità e dell’esperienza vissuta. Migliaia di studenti hanno ascoltato il suo racconto comprendendo come sia possibile scegliere una strada diversa e costruire una nuova vita fondata sulla legalità e sulla responsabilità. Quest’anno il progetto ha trovato nuova forza grazie all’incontro con l’associazione Generazione Progresso e con la sua presidente Giusy Luminoso. Il suo contributo è stato fondamentale non soltanto sotto il profilo organizzativo, ma soprattutto umano e culturale. Giusy Luminoso ha creduto fin dal primo momento nella forza educativa del progetto, mettendo a disposizione entusiasmo, competenze e una rete di giovani impegnati quotidianamente nella promozione della cultura, del teatro, dell’aggregazione sociale e della partecipazione civica. La sua determinazione ha consentito di trasformare un percorso educativo in un grande evento pubblico capace di coinvolgere cittadini, istituzioni e nuove generazioni. La sua presenza rappresenta oggi uno dei simboli più belli di una gioventù che non si arrende all’indifferenza ma sceglie di essere protagonista del cambiamento. Importante è stato anche il sostegno del consigliere comunale Vincenzo Esposito, che ha accompagnato il progetto fin dalle prime fasi. Con discrezione, disponibilità e senso delle istituzioni, Esposito ha sostenuto concretamente l’iniziativa contribuendo alla sua realizzazione e favorendo il dialogo con il territorio. Un supporto che ha permesso di costruire un ponte tra le istituzioni e il mondo dell’associazionismo, dimostrando come la politica possa essere strumento di servizio e di promozione del bene comune quando sceglie di investire nei giovani e nella cultura della legalità. Nel corso degli anni il progetto si è arricchito di testimonianze autorevoli. Tra queste quella del magistrato di sorveglianza Marco Puglia, che ha saputo spiegare ai ragazzi il valore costituzionale della pena e l’importanza del reinserimento sociale della persona detenuta. Significativo anche il contributo del Capitano dei Carabinieri Oreste Monteforte, che ha raccontato il ruolo delle forze dell’ordine come presidio di legalità, vicinanza e prevenzione sul territorio. Alla serata conclusiva parteciperà inoltre l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico, la cui testimonianza offrirà un importante momento di riflessione sul valore della giustizia, della verità e della tutela delle vittime. Da Napoli ad Avellino, passando per numerosi istituti scolastici campani, tra cui il Manzoni e il Calvani, migliaia di studenti hanno partecipato a questo percorso. In ogni incontro il messaggio è stato chiaro. La legalità non è una parola astratta. È una scelta quotidiana. È rispetto. È responsabilità. È coraggio. E alla fine di ogni testimonianza, quel grido pronunciato insieme dai ragazzi – “No alla Camorra” – è diventato il simbolo di una generazione che vuole costruire un futuro diverso. “Canzoni Scomposte” rappresenta oggi il punto di arrivo di questo straordinario cammino ma anche un nuovo punto di partenza. Non è soltanto un concerto. Non è soltanto uno spettacolo musicale. È un progetto culturale. È un laboratorio di cittadinanza. È un messaggio di speranza. Grazie agli artisti di Reverv Music Lab, ad Antonio De Rosa “Fedele” e a Raffaele Marzano, la musica diventa strumento di educazione e di crescita civile. Un ringraziamento particolare va all’Amministrazione Comunale di Giugliano in Campania per aver creduto nell’iniziativa e per aver sostenuto un evento che restituisce un’immagine positiva del territorio. Ma il grazie più sentito va a Giusy Luminoso e a Vincenzo Esposito. Due persone che hanno scelto di esserci. Di lavorare dietro le quinte. Di credere nella forza delle idee e nell’importanza di investire sulle nuove generazioni. Perché la legalità si costruisce insieme. E perché il modo migliore per combattere la criminalità non è soltanto punire chi sbaglia, ma educare chi sta crescendo a scegliere il bene, la libertà e la responsabilità. È questa la vera vittoria di “Canzoni Scomposte”. Trasformare la speranza in impegno concreto. E dimostrare che il cambiamento è possibile quando una comunità decide di camminare unita nella stessa direzione.









