giovedì, Aprile 16, 2026
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Giugliano infuocata: giovani protagonisti e dibattito acceso al confronto sul referendum sulla giustizia

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Oggi a Palazzo Palumbo di Giugliano in Campania la politica ha smesso di essere solo rumorosa e spettacolare per trasformarsi in confronto diretto e partecipativo: l’incontro pubblico sul referendum sulla giustizia ha visto la presenza di numerosi cittadini, con un entusiasmo particolare tra i giovani, che hanno riempito l’aula e trasformato la platea in un laboratorio di democrazia attiva, dimostrando che l’interesse per la cosa pubblica può ancora accendere le coscienze e spegnere la rassegnazione tipica dei tempi moderni. L’evento, moderato da Giusy Luminoso, presidente di Generazione Progresso ODV, ha saputo calibrare il ritmo tra interventi, domande e repliche, dando voce ai due schieramenti del Sì e del No e facendo emergere con chiarezza le ragioni, le preoccupazioni e le speranze di ciascun fronte: da un lato la delegazione per il Sì, guidata da Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali Italiani, affiancato dall’avvocatessa Mena Lanzaro e dal coordinatore Giuseppe Ferlisi, dall’altro le ragioni del No, rappresentate dal senatore Luigi Nave per il Movimento 5 Stelle, da Luca Sorrentino dei Giovani Democratici e dall’avvocato Antonio G. Russo, componente della Camera Penale Napoli Nord e presidente della sezione ANPi di Giugliano, tutti protagonisti di un dibattito serrato, diretto e senza fronzoli, in cui ogni argomento è stato sviscerato con precisione e senza filtri. L’atmosfera è stata di grande partecipazione e coinvolgimento, con applausi e commenti della platea ogni volta che venivano sollevati punti critici o proposte concrete, e con domande incisive dei cittadini che hanno messo alla prova gli interventi dei relatori, creando momenti di confronto serrato ma sempre rispettoso, nel pieno spirito democratico che caratterizza l’iniziativa. La discussione ha spaziato dai contenuti più tecnici del referendum, con analisi puntuali sulle conseguenze delle scelte legislative, fino agli aspetti più politici e simbolici, mettendo in luce il peso della responsabilità individuale e collettiva nel momento del voto: “Non si vota per sentito dire, non si vota per appartenenza, si vota dopo aver capito”, ha ricordato più volte la moderatrice, sottolineando la differenza tra partecipazione consapevole e semplice rumorosità politica, e proprio questo messaggio è stato raccolto con entusiasmo da una platea giovane e curiosa, desiderosa di capire e di confrontarsi, dimostrando che la sfiducia nella politica può essere trasformata in impegno reale quando si crea spazio per il dialogo diretto. Tra i momenti più intensi, i saluti di Giorgio Mola De Rosa e dell’ingegnere Ortensio Falco, presidente dell’Associazione Nuntiare, hanno ribadito l’importanza di un approccio civile e informato, mentre gli interventi dei rappresentanti dei due schieramenti hanno alternato analisi normative, valutazioni di impatto sulla giustizia e argomentazioni etiche e civiche, con una capacità rara di mantenere alta l’attenzione della platea e di stimolare riflessioni profonde sui temi della legalità, della responsabilità e della partecipazione democratica. L’evento ha raggiunto il suo apice quando il pubblico ha potuto rivolgere domande dirette ai relatori, trasformando l’incontro in un vero laboratorio di cittadinanza attiva, dove il dibattito non è rimasto retorico ma ha assunto contorni concreti, confrontando opinioni diverse e stimolando i giovani presenti a porsi domande critiche, a pensare con autonomia e a misurarsi con argomenti complessi, lontano dagli slogan e dalla superficialità che troppo spesso caratterizzano la comunicazione politica contemporanea. La riuscita dell’iniziativa, con una partecipazione più alta del previsto e un clima di attenzione e rispetto reciproco, dimostra come il territorio di Giugliano possa diventare modello di buona pratica democratica, dove il voto non è un atto rituale ma un esercizio di coscienza e di responsabilità civica, e dove i giovani, finalmente protagonisti, confermano che la politica può essere davvero strumento di crescita collettiva quando si scelgono percorsi di ascolto, confronto e conoscenza. In definitiva, l’incontro di oggi ha rappresentato non solo un momento di dibattito sul referendum sulla giustizia, ma anche una testimonianza concreta che la partecipazione informata è possibile, che i giovani possono diventare motore di responsabilità civile e che il dialogo tra schieramenti diversi, se condotto con serietà e passione, può trasformarsi in strumento efficace per costruire consapevolezza, stimolare riflessione critica e rafforzare la democrazia sul territorio, confermando ancora una volta che ascoltare, capire e discutere è l’unica strada per un voto realmente libero e responsabitá

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