Si è conclusa nel modo più drammatico la vicenda di Tequila, la pitbull smarrita nei giorni scorsi e cercata disperatamente dalla sua famiglia. L’animale, dotato di microchip e descritto come docile e non aggressivo, era stato al centro di numerosi appelli diffusi sui social per favorirne il ritrovamento.
Nelle ultime ore, però, la scoperta agghiacciante: la cagnolina è stata trovata senza vita in condizioni raccapriccianti. Secondo il referto del medico veterinario incaricato dalla Asl, sul corpo erano presenti evidenti segni di maltrattamenti e sevizie: le orecchie tagliate, la coda strappata, il dorso scuoiato e numerose altre lesioni.
La notizia ha suscitato sgomento, dolore e indignazione nella comunità locale e nel mondo animalista. Molti cittadini, che nei giorni precedenti avevano preso parte alle ricerche, hanno espresso rabbia di fronte a un gesto definito “di pura crudeltà”.
Ora la richiesta è unanime: fare chiarezza e individuare i responsabili. Le associazioni non vogliono che il caso resti fermo a una denuncia contro ignoti e chiedono pene più severe per chi si macchia di simili atrocità. Il ricordo di Tequila, da oggi, diventa un simbolo di lotta contro la violenza sugli animali e un appello alla giustizia, affinché episodi del genere non si ripetano più.









