Si riapre uno spiraglio diplomatico nella guerra tra Russia e Ucraina. Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto sabato sera al Cremlino gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, per un nuovo tentativo di rilanciare il processo negoziale ormai da mesi in stallo.
Il colloquio, svolto a porte chiuse, è durato 3 ore e 10 minuti. Al termine, il consigliere di politica estera del Cremlino Yuri Ushakov lo ha definito «sostanziale, costruttivo, estremamente franco e basato sulla fiducia». Mosca ha parlato di un confronto «utile», ma non ha annunciato svolte decisive né un accordo sul cessate il fuoco.
Putin: «La situazione non è semplice»
All’inizio dell’incontro Putin aveva riconosciuto le difficoltà del confronto. «La situazione che discuteremo oggi non è certo facile», ha affermato il presidente russo rivolgendosi agli emissari americani.
Secondo Ushakov, durante il colloquio sono state esaminate diverse idee relative a un possibile accordo di pace. Putin avrebbe ribadito la volontà di mantenere il dialogo con Washington e di affrontare quelle che il Cremlino considera le «cause profonde» del conflitto.
La Russia, tuttavia, continua a sostenere le proprie richieste territoriali e politiche, mentre l’Ucraina non ha accettato di rinunciare ai territori occupati. Proprio su questi punti restano le principali distanze tra Mosca e Kiev.
Witkoff e Kushner: ora la missione passa a Kiev
Terminato il confronto con Putin, la delegazione americana ha lasciato Mosca per raggiungere l’Ucraina. Witkoff e Kushner sono arrivati oggi a Kiev, nella loro prima visita nella capitale ucraina nell’ambito dell’attuale iniziativa diplomatica. L’obiettivo è proseguire con la parte ucraina il confronto avviato al Cremlino e verificare la possibilità di riavvicinare le posizioni di Mosca e Kiev.
The Kyiv Independent
Il passaggio da Mosca a Kiev assume quindi un’importanza particolare: gli emissari di Trump stanno cercando di raccogliere le condizioni e le richieste delle due parti per capire se esista uno spazio negoziale concreto.
Per ora, però, non c’è alcuna conferma di un accordo di pace imminente. Le dichiarazioni russe parlano di un colloquio positivo, ma le questioni più controverse rimangono sul tavolo.
Tre giorni di pausa sui raid contro le capitali
Per facilitare la missione diplomatica è stata concordata una pausa limitata degli attacchi a lungo raggio contro Kiev e Mosca.
Putin ha ordinato una sospensione di 72 ore degli attacchi russi contro Kiev. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che l’Ucraina avrebbe rinunciato agli attacchi contro Mosca durante la permanenza degli emissari americani.
Si tratta però di una tregua limitata alle due capitali e agli attacchi a lungo raggio, non di un cessate il fuoco generale. Putin, inoltre, non ha accettato una proposta ucraina per estendere la pausa anche ai combattimenti lungo l’intera linea del fronte.
Ed è proprio questo uno degli elementi che ridimensiona le aspettative: mentre la diplomazia cerca un varco, la guerra continua in altre aree dell’Ucraina.
Nuovi attacchi e vittime civili
Nelle ultime ore gli attacchi russi hanno provocato nuove vittime. Secondo le autorità ucraine, nell’arco delle ultime 24 ore si contano almeno otto morti e 69 feriti in diverse regioni del Paese. La Russia avrebbe lanciato nella notte 108 droni, mentre la difesa aerea ucraina ha dichiarato di aver intercettato 82 droni e sei missili.
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Particolarmente grave il bilancio a Chuhuiv, nella regione di Kharkiv, dove un drone russo ha colpito una casa privata. Sono morte tre persone: un uomo di 45 anni, una donna di 19 anni e un bambino di 11 anni. Una donna di 40 anni è rimasta ferita. L’abitazione è stata completamente distrutta e sono stati danneggiati anche un garage e altri edifici.
Secondo gli aggiornamenti delle autorità regionali, le vittime di Chuhuiv appartenevano alla stessa famiglia. Il drammatico episodio è avvenuto proprio mentre a Mosca si svolgeva il confronto tra Putin e gli emissari americani.
Una diplomazia ancora fragile
La missione di Witkoff e Kushner rappresenta il tentativo più recente degli Stati Uniti di riattivare un negoziato che non ha prodotto finora risultati concreti.
Da una parte, Mosca afferma di essere disponibile a continuare il dialogo con Washington e sostiene che il confronto con gli emissari americani sia stato positivo. Dall’altra, il Cremlino continua a ribadire le proprie richieste e Putin ha sottolineato che la Russia intende raggiungere i propri obiettivi di guerra.
Anche sul terreno la situazione resta estremamente instabile. Le forze russe e ucraine continuano a combattere lungo un fronte di circa 1.250 chilometri, mentre gli attacchi con droni e missili contro obiettivi nelle retrovie si sono intensificati.
Il vero banco di prova sarà dunque Kiev. Dopo aver ascoltato Putin a Mosca, Witkoff e Kushner dovranno ora verificare con Zelensky quali condizioni l’Ucraina è disposta a discutere e, soprattutto, se esista un terreno comune sufficiente per trasformare il nuovo canale diplomatico in un negoziato vero e proprio.
Al momento, il dato più concreto è la ripresa del dialogo. La pace, invece, resta ancora lontana.









