lunedì, Luglio 20, 2026
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“HO FATTO UNA COSA MOSTRUOSA”,LE PAROLE DAVANTI AL MAGISTRATO DI LORENA VENIER

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“Ho fatto una cosa mostruosa”. Ma come può una madre uccidere suo figlio?
Lorena Venier ha pronunciato quelle parole con la voce rotta davanti al magistrato. Una frase che pesa come piombo, che lacera ogni logica, ogni istinto naturale. Aveva 61 anni, era un’infermiera, una donna che per mestiere si prendeva cura della vita. Ma qualcosa si è spezzato. Nella notte tra il 25 e il 26 luglio, nella casa di Gemona del Friuli, suo figlio Alessandro, 35 anni, è stato ucciso. Non da unofb img 1754337347227 sconosciuto, non da un ladro: ma da chi gli aveva dato la vita. E accanto a lei, in quell’inferno, c’era anche Marilyn Castro Monsalvo, compagna della vittima, madre di una bambina di pochi mesi.

Il corpo del giovane è stato ritrovato a pezzi in un bidone.
A scoprirlo, i carabinieri, dopo che furono proprio le due donne ad allertare il 112 e consegnarsi. Una scena agghiacciante. Secondo l’accusa, madre e compagna avrebbero agito insieme, ma i dettagli restano ancora avvolti da un alone di orrore e mistero. Nessun episodio scatenante, secondo il legale di Lorena. Solo una lunga tensione domestica, forse sommersa, che alla fine è esplosa in modo irreversibile. E ora restano solo domande: come si può arrivare a tanto? Che dolore può generare un gesto simile?

Alessandro non era solo una vittima: era un figlio, un compagno, un padre.
La sua vita spezzata lascia dietro di sé non solo sangue e cronaca nera, ma una bambina orfana, una famiglia distrutta, una comunità sotto shock.

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