Con “I Fantastici Quattro – Gli inizi”, Marvel Studios rilancia uno dei suoi gruppi più iconici attraverso una visione originale e ricercata, ambientata in una suggestiva America retrofuturista degli anni Sessanta. Il film non perde tempo con le origini: i protagonisti hanno già i loro poteri e vivono all’interno di un mondo affascinante, che sembra un mix tra Mad Men e un sogno sci-fi d’epoca.
Il cuore della narrazione batte forte nei rapporti umani: Reed e Sue funzionano benissimo come coppia, soprattutto quando devono affrontare la notizia della gravidanza; mentre Ben e Johnny offrono momenti di leggerezza e tensione, con una chimica che trova il suo apice negli scontri con Silver Surfer.
Pedro Pascal è perfetto nel suo ruolo – anche se il doppiaggio italiano, con troppi cambi di voce, penalizza l’esperienza. Più deludente, invece, la resa visiva di Mr Fantastic, con effetti speciali non sempre all’altezza.
La regia artistica è uno dei punti di forza: scenografie raffinate, fotografia ispirata e una colonna sonora d’impatto fanno immergere lo spettatore in un universo familiare ma sorprendentemente nuovo. La trama scorre con ritmo, senza eccessi, lasciando spazio alla suspense e all’azione, soprattutto nelle spettacolari scene di combattimento contro un Galactus imponente e apparentemente inarrestabile.
Il climax è potente: attenzione spoiler – nella scena finale, la Donna Invisibile si sacrifica per salvare il pianeta, sprigionando tutto il suo potere. Un momento carico di pathos e realismo, che sembra rompere la classica struttura narrativa Marvel. Ma la resurrezione finale, operata dal figlio attraverso poteri ancora oscuri, lascia qualche dubbio: se da un lato mantiene l’integrità del gruppo per i fan, dall’altro toglie forza al significato del sacrificio, privando il film di una possibile svolta emotiva profonda e coraggiosa.
Nonostante ciò, “Gli inizi” è un buon film, solido e ben costruito, capace di emozionare e intrattenere, pur servendo come preludio ai prossimi progetti MCU, a cominciare da Avengers: Doomsday. Anche la scena post-credit strizza l’occhio ai fan, lanciando nuovi spunti e interrogativi.
In un confronto diretto con il nuovo Superman firmato James Gunn, il film tiene testa senza vincere, ma conquista un meritato 8 su 10, confermandosi una delle proposte più interessanti del recente cinema supereroistico.









