
Sindacato dei giornalisti ha proclamato lo sciopero nazionale, motivando il mancato rinnovo del contratto di lavoro; in occasione, il 27 novembre, a Roma si svolgerà una manifestazione.
La riduzione degli organici delle redazioni e delle retribuzioni dei giornalisti attraverso licenziamenti, ripetuti stati di crisi con le casse integrazioni e migliaia di prepensionamenti,la paralisi contrattuale hanno inaridito l’offerta di notizie con ricadute negative sul pluralismo e sul diritto dei cittadini a essere informati. Tanti editori non hanno accolto la trasformazione digitale del settore, e davanti alla crisi dei media tradizionali hanno preferito tagliare il costo del lavoro.

Sono tante le ragioni per cui i giornalisti hanno proclamato lo sciopero nazionale fissato per il 28 novembre 2025, per protestare contro il rinnovo del contratto nazionale di lavoro Fnsi-Fieg, che ormai è scaduto da più di dieci anni ( 2016): sia necessario un nuovo accordo con gli editori; stipendi adeguati alla inflazione che possono favorire l’ingresso nelle redazioni di giovani; che vengono garantiti i diritti e retribuzioni adeguate alle migliaia di collaboratori e corrispondenti, che tutti i giorni raccontano e informano quanto accade nelle nostre città e nel nostro paese; tutelare i diritti acquisiti; nuove figure professionali che si occupano di intelligenza artificiale – la richiesta non riguarda un divieto,ma la definizione di regole chiare: chi fa cosa, con quali responsabilità,e sopratutto come evitare sostituzioni non dichiarate nei contenuti destinati ai lettori. , ecc.

Lo sciopero sarà preceduto il giorno 27 novembre 2025, da una manifestazione di piazza a Roma, senza motivazioni politiche, ma che vuole ribadire che un’informazione di qualità è possibile solo con giornalisti professionali liberi tutelati, come tutti i lavoratori del nostro Paese, nei loro diritti e nelle retribuzioni adeguate dal rinnovo del contratto di lavoro. Negli ultimi dieci anni gli editori hanno significativamente investito nelle aziende per garantire una informazione di qualità e per salvaguardare l’occupazione; il costoso sistema degli scatti in percentuale previsto dal sostanzialmente garantito il potere d’acquisto dei giornalisti.
Le associazioni regionali parlano di adesioni ampie e di una decisione presa “ per riportare al centro il lavoro giornalistico”, in un quadro in cui molte testate affrontano riorganizzazioni, tagli e nuovi modelli produttivi.
L’obietivo della protesta è riaprire il confronto sul contratto nazionale e ottenere strumenti che tutelino sia la qualità dell’informazione sia chi la produce!









