
Dopo decenni di assenza, il Parlamento approva la legge per reintrodurre il giorno festivo in onore del patrono della pace, con decorrenza effettiva dal 2026. In un clima carico di significato simbolico e culturale, l’Italia compie un passo storico: il Parlamento ha dato il via libera definitivo alla legge che re instaura il 4 ottobre come festa nazionale in onore di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia. La commissione Affari costituzionali del Senato, con voto unanime in sede deliberante, ha approvato il disegno di legge già passato in prima lettura alla Camera. Il provvedimento entrerà formalmente in vigore a partire dal 1° gennaio 2026, ma gli effetti concreti sul calendario lavorativo e scolastico avranno senso solo dall’anno successivo, dato che il 4 ottobre 2026 cadrà di domenica. Il 4 ottobre era già stato riconosciuto come solennità civile a partire dal 1958, ma nel 1977 la festività fu abolita durante le misure di revisione delle festività civili adottate nel contesto delle esigenze economiche dello Stato. Negli ultimi decenni, quel giorno è rimasto solo una solennità “onoraria” (non festiva), con celebrazioni religiose e iniziative culturali, ma senza sospensione delle attività lavorative o scolastiche. Il nuovo testo di legge aggiunge al primo comma della normativa vigente che il 4 ottobre diventi una festa nazionale, dedicata non solo alla memoria religiosa del santo, ma anche ai valori che egli rappresenta: pace, fraternità, solidarietà e tutela dell’ambiente. Allo stesso tempo, la legge mantiene la possibilità di organizzare celebrazioni e iniziative educative facoltative nelle scuole e nelle comunità, senza imporre nuovi obblighi finanziari ai soggetti pubblici locali.
Quali cambiamenti per i cittadini
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Uffici pubblici e scuole chiusi: con il nuovo status, il 4 ottobre diventerà un giorno non lavorativo per gli uffici statali, le scuole e gli enti pubblici, salvo eccezioni per servizi essenziali.
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Effetti in busta paga: per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, la festività una volta operante comporterà riposo retribuito come nelle altre festività nazionali. Chi lavorerà in quel giorno avrà diritto alle maggiorazioni previste dai contratti.
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Calendario delle festività: con il ritorno del 4 ottobre, il numero delle festività nazionali aumenterà, e l’Italia segna un “piglio identitario” in più nel calendario ufficiale.
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Tempi di attuazione: poiché il 4 ottobre 2026 coincide con una domenica, il primo “vero” giorno festivo utile sarà nel 2027, quando cadrà in giorno feriale.
Il ritorno di San Francesco come festività nazionale è più che un aggiustamento di calendario: è un segnale forte sull’identità culturale e spirituale del Paese. Il cardinale Matteo Zuppi, tra le alte autorità ecclesiastiche, ha espresso grande soddisfazione, sottolineando che la scelta “diventa occasione per riscoprire la figura del Patrono d’Italia, che ha profondamente segnato il carattere del nostro Paese” in un tempo segnato da divisioni e conflitti. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che la festività rappresenterà l’occasione ogni anno “per celebrare un uomo straordinario e ricordarci chi siamo e cosa ci unisce nel profondo”. Il ritorno della festività ha raccolto sostegno bipartisan nel Parlamento, segnando una convergenza trasversale sui valori simbolici del santo. L’istituzione della festa, inoltre, si colloca in vista del ottavo centenario della morte di San Francesco (1226-2026), che rende ancora più opportuno restituire al 4 ottobre uno spazio di memoria nazionale. Il “ritorno” di San Francesco sul calendario delle festività nazionali non è un gesto simbolico fine a se stesso, ma un’affermazione di valori condivisi in un’Italia che ha affrontato decenni di smarrimento identitario. Il nuovo 4 ottobre festivo inviterà ogni cittadino ad abitare una memoria civile che coniuga spiritualità, rispetto della natura, attenzione agli ultimi e fraternità sociale.









