Il borgo Bardi nella provincia di Parma

Bardi è un comune italiano di 2.355 abitanti della Valle del Ceno in provincia di Parma. Situato a 625 metri sul livello del mare nell’alta valle del Ceno, in corrispondenza della confluenza tra il torrente Ceno ed il torrente Noveglia, a circa 60 km dal capoluogo di provincia Parma. Qui troviamo questo piccolo borgo sulle verdi colline dell’entroterra parmense dove nei dintorni le lancette dell’orologio paiono essersi fermate. La storia del borgo, in effetti, si perde nei secoli, cioè, si racconta che a gettarne le fondamenta sia stato addirittura Annibale, anche se le testimonianze di un insediamento in questo luogo risalgono fin al Paleolitico.

A Bardi si respira la storia, tra strade di ciottoli e case basse che si inerpicano in salita, verso la rocca medievale dominata dal Castello, all’interno del vecchio nucleo, in piazza del Grano, ecco subito un interessante porticato sorretto da due colonne con capitelli fogliati. Osserviamo anche piccole abitazioni con tetto in lastre e portali ad arco con architravi finemente scolpiti. Sempre nel vecchio borgo, si affacciano degli edifici significativi tra cui: la Chiesa di San Francesco, Chiesa di San Michele Arcangelo, Chiesa di Santi Vito, Modesto e Crescenzia, la Chiesa di Sant’Ambrogio, la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Addolorata, la Chiesa di San Giovanni Battista. Il nome della cittadina sembra derivare da “Bardus”, nome dell’ultimo elefante di Annibale.

L’attrazione principale oltre il magnifico paesaggio da favola, come luogo d’interesse di grande rilevanza storica è il Castello che in passato fungeva da fortificazione difensiva contro le incursioni straniere. Composto da diversi corpi di fabbrica, chiusi da una cinta muraria che delimita la parte più alta del grande masso di roccia rossa, il diaspro, su cui sorge. Si entra attraverso una lunga rampa che sale fiancheggiata verso valle da un muro munito di feritoie, poi, attraverso una bassa volta, si raggiunge una piazzola che domina la vallata. Passeggiata per i suggestivi camminamenti di ronda, le torri, la piazza d’armi, il cortile d’onore del porticato, il pozzo, la ghiacciaia, i granai, le prigioni e perfino le sale di tortura, porta i visitatori nel periodo medioevale

La Fortezza di Bardi appartenne dalla metà del Duecento e per oltre quattro secoli, ai Landi, principi rinascimentali che pure battevano moneta su licenza imperiale. Verso la fine del Cinquecento, la Fortezza viene parzialmente trasformata in elitaria dimora patrizia.
Imponente all’esterno e molto suggestivo all’interno, si presenta ben conservato.

E possibile raggiungere la torre e ammirare una serie di mostre allestite nelle sale del Museo della Civiltà Valligiana e del Museo della Fauna e del Bracconaggio. Molto suggestive le vedute che la fortezza regala sulla vallata sottostante. Per gli appassionati delle visite a tema possono partecipare ad eventi organizzati tra cui: cene con delitto, notti horror e serate Harry Potter.
Il Castello di Bardi, la triste leggenda del fantasma cavaliere con la sua armatura.

Intrigante è la leggenda del fantasma, che si racconta vaghi tuttora per le stanze del Castello. Pare che a manifestarsi sia lo spirito di un intrepido cavaliere in armatura. In un’epoca antica, qui risiedeva la giovane Soleste, figlia del castellano e promessa sposa ad un uomo di cui non era innamorata. Il suo cuore batteva per Moroello, cavaliere vissuto tra il XV e il XVI secolo, chiamato a combattere una lunga guerra. I due innamorati si incontravano in gran segreto, ma fu un tragico equivoco a segnare la loro sfortunata sorte.
Un giorno, la ragazza si affacciò dal mastio e vide le truppe nemiche avvicinarsi al castello, convinta della morte del suo amore, si gettò nel vuoto. Non poteva immaginare che i soldati da lei visti fossero proprio quelli guidati da Moroello che, vincitore, aveva deciso di indossare le insegne nemiche in segno di spregio. Il cavaliere, appresa la notizia del suicidio della sua amata, si tolse la vita. Ancora oggi il fantasma di Moroello vaga per il castello e spesso è visto proprio vicino al mastio. Racconto che diede inizio a una delle più grandi sfide paranormali che oggi sfidano la logica e la ragione.
Attualmente sono in molti a sostenere che il cavaliere si aggiri tra le mura del Castello di Bardi.
Numerosi studi, analisi e reperti fotografici, come l’ormai famosa figura del cavaliere fotografata nel castello che mostra una chiara figura di un cavaliere con la sua armatura, sono stati effettuati. Testimonianze parlano di voci e triste melodie che si odono durante le apparizioni del fantasma. Al di là di tutto questo rimane, a distanza di molti anni, indelebile il fascino di questa storia. Tanta è stata la passione e il sentimento di Moroello verso Soleste che il suo fantasma si aggira ancora nell’eterna ricerca della sua amata, così da poter ricongiungersi con lei e vivere per sempre la loro storia d’amore.

Tra gli eventi bellissimi che si svolgono a Bardi, più noti sono quelli religiosi come la festa della Madonna di Loreto di fine giugno, la festa della Madonna Assunta il 15 di agosto e la festa di San Rocco del 16 agosto.
Le feste più attese sono però quelle appetitose, all’insegna della buona tavola: funghi, tartufi, salumi e formaggi freschi sono solo alcune delle specialità locali, affiancate dai piatti a base di maiale nero e cinghiale. In maggio, per celebrare una tale ricchezza, si svolge a Bardi e dintorni la “Fiaba gastronomica”, a cui partecipano i migliori ristoranti e agriturismi della zona, inventando preparazioni ad hoc a base dei prodotti più rappresentativi.
…Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato 20 volte la forma del suo pensiero e della sua vita…
BUON VIAGGIO A TUTTI VOI!









