
DOLO — Un’angoscia sorda e vischiosa avvolge le strade del centro rivierasco, dove la quotidianità si è infranta contro la cruda ferocia dell’ennesimo femminicidio. Tra i muri silenziosi di un’abitazione di Dolo, il filo della vita di una donna è stato brutalmente spezzato dall’ex compagno, incapace di rassegnarsi al definitivo tramonto della loro relazione. Un atto scellerato e meditato, seguito dal precipitoso rientro dell’uomo presso il proprio domicilio dove ha deciso di porre fine ai suoi giorni impiccandosi, lasciando dietro di sé una scia di sangue, sgomento e indelebile rimorso. La parabola tragica di questo rapporto affettivo traeva origine da una frattura mai rimarginata. La donna, esasperata da condotte oppressive e da un’invadenza divenuta insostenibile, aveva trovato il coraggio di spezzare il legame e di rivolgersi alle autorità competenti per formalizzare una circostanziata denuncia. Quel grido d’aiuto aveva trovato riscontro nell’ammonimento ufficiale emesso dal Questore di Venezia: un provvedimento formale volto a scoraggiare ogni ulteriore ingerenza o persecuzione, concepito come scudo istituzionale per tutelare l’incolumità della vittima. Tuttavia, il monito dell’autorità non è bastato ad arginare il livore sotterraneo che rodeva l’animo dell’uomo. Nel tragico epilogo, l’ex partner si è introdotto nell’abitazione della donna, aggredendola con implacabile determinazione e lasciandola esanime prima di darsi a una fuga precipitosa verso la propria dimora. Lì, nell’isolamento della sua stanza, ha consumato l’estremo gesto auto soppressivo, annullando ogni possibilità di confronto con la giustizia umana. La scoperta dei due corpi, avvenuta a breve distanza di tempo a seguito del mancato contatto telefonico segnalato dai congiunti, ha paralizzato il vicinato, rimasto attonito di fronte alla rapidità con cui il dramma si è compiuto. Sul luogo del delitto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia locale unitamente al personale della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Venezia, impegnati negli accurati rilievi planimetrici e repertoriali per ricostruire la dinamica esatta dell’aggressione e stabilire l’ora precisa del decesso. Mentre la salma della donna è stata trasferita presso l’istituto di medicina legale per l’esame autoptico disposto dalla Procura, sulla cittadina di Dolo cala il peso di una sofferenza profonda, che interroga la coscienza collettiva sull’inefficacia di tutele formali dinanzi alla cieca furiata della follia umana.









