martedì, Ottobre 6, 2026
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Il crepuscolo insanguinato di Monserrato: ottantunenne trucidata dal marito nella quiete domestica

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Inviato Ivar BAZZANI

CAGLIARI – L’asfalto arroventato della periferia cagliaritana ha inghiottito in un lampo ogni simulacro di normalità, svelando dietro le persiane socchiuse di Monserrato un abisso di orrore domestico che lacera le fondamenta della comunità. Un pomeriggio qualunque, scandito dal rintocco pigro delle ore pomeridiane, si è tramutato in una tragedia inenarrabile quando l’ennesima contesa casalinga si è tramutata in un linciaggio spietato, consumato tra le mura domestiche che avrebbero dovuto custodire la quiete di una lunga senescenza. L’uomo, ottantunenne come la moglie che gli aveva camminato accanto per oltre mezzo secolo, ha impugnato un’arma impropria, o forse brandito la violenza cieca delle mani nude, spezzando per sempre il respiro della compagna di una vita. Un epilogo parossistico e sconsiderato, maturato forse sotto gli occhi attoniti di alcuni familiari presenti in casa, impotenti spettatori di un cortocircuito emotivo che ha trasformato la tenerezza della vecchiaia in una camera a gas fatta di rancori inconfessabili e solitudini irrisolte. Non vi è stata alcuna fuga precipitosa, nessun tentativo maldestro di eludere la giustizia terrena: l’uxoricida, immobile e stravolto dal delirio di un gesto irrimediabile, ha composto autonomamente il numero d’emergenza dei carabinieri, confessando l’atto efferato con una freddezza spettrale che ha raggelato i militari giunti sul posto. I sanitari del 118, accorsi a sirene spiegate lungo le strade del centro interrato dell’hinterland, hanno potuto soltanto costatare l’avvenuto decesso della donna, adagiata in un lago di sangue che strideva con i centrini ricamati e le suppellettili ordinate del salotto. Gli investigatori della Compagnia di Cagliari, coordinati dalla Procura della Repubblica, scandagliano ora i reconditi meandri di questa convivenza senile giunta al capolinea della follia, ascoltando i parenti sgomenti per ricostruire le dinamiche di un dissidio covato nell’ombra. Resta il silenzio assordante di una periferia sarda che si risveglia orfana di ogni certezza, attonita di fronte alla cruda evidenza di come la violenza domestica sappia insinuarsi persino nei giardini d’inverno della vecchiaia, dove l’amore, logorato dal tempo, si rovescia improvvisamente nella più abietta delle devastazioni.

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