
Pavia, i Carabinieri intervengono per una segnalazione di scasso: l’odore acre tradisce il vicino. Sequestrate 50 piante di marijuana e attrezzatura professionale.
PAVIA – Galeotto fu l’odore, e forse un pizzico di distrazione. Quello che doveva essere un normale intervento per un sospetto furto in abitazione in un comune della provincia pavese, si è trasformato in una delle operazioni antidroga più bizzarre degli ultimi mesi. I Carabinieri della Compagnia locale hanno arrestato un uomo di 38 anni, incensurato, trasformando un “buco nell’acqua” investigativo in un colpo da decine di migliaia di euro al mercato dello spaccio. Tutto ha inizio nella tarda serata di ieri, quando un residente, allarmato da rumori sospetti provenienti dall’appartamento del vicino (momentaneamente assente), contatta il 112 temendo la presenza di ladri in azione. All’arrivo dei militari, il sopralluogo nell’abitazione segnalata dà esito negativo: nessuna porta forzata, nessuna traccia di effrazione. Tuttavia, proprio mentre i Carabinieri stanno per redigere il verbale e lasciare il pianerottolo, un dettaglio attira la loro attenzione: un ronzio sommesso e costante proveniente dall’appartamento confinante, accompagnato da un odore inconfondibile di cannabis che filtrava dalle fessure della porta blindata. I militari decidono di citofonare per chiedere spiegazioni. Ad aprire la porta è un 38 dell’est Europa, apparso subito estremamente nervoso. Una volta varcata la soglia, i sospetti sono diventati certezze. Una delle stanze dell’appartamento era stata interamente coibentata e trasformata in una serra indoor professionale.
Il materiale sequestrato:
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50 piante di cannabis: Tutte in piena fioritura e alte quasi un metro.
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Impianto di illuminazione: Lampade LED ad alta intensità per accelerare la crescita.
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Ventilazione: Tubi di aspirazione e filtri ai carboni attivi (risultati evidentemente insufficienti a coprire l’odore).
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Concimi: Sostanze chimiche specifiche per la coltura idroponica.
L’uomo è stato immediatamente dichiarato in arresto con l’accusa di detenzione e coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo le prime stime, la droga sequestrata, una volta essiccata e immessa sul mercato, avrebbe potuto fruttare oltre 30.000 euro. “È un classico caso di ‘eterogenesi dei fini’,” ha commentato ironicamente un inquirente. “Siamo stati chiamati per proteggere una proprietà e abbiamo finito per smantellare un’attività illecita proprio lì accanto. La collaborazione dei cittadini resta fondamentale, anche quando porta a risultati inaspettati.” L’abitazione e tutta l’attrezzatura sono state poste sotto sequestro, mentre il 38enne è in attesa del rito per direttissima presso il Tribunale di Pavia.









