Oggi inauguro questa rubrica, Il Lato C delle cose. Non so bene perché, ma avevo voglia di scrivere di quelle domande che ti vengono quando sei piccolo… e che poi smetti di fare perché “non è importante”, “non serve”, “si dice così e basta”.
E invece a me ste cose danno fastidio. Non fastidio vero, ma quel prurito alla testa che ti viene quando senti qualcosa e pensi: ok, ma perché? Tipo: perché si dice “’a copp ’a man”? Cioè. Lo diciamo tutti. Sempre. “Te do ’na copp ’a man”, “m’ha fatto male ’a copp ’a man”, “tienilo ’a copp ’a man”.
Ma nessuno si è mai fermato a pensarci davvero. Io sì. E quindi ho fatto quello che faccio sempre quando non capisco qualcosa: ho cercato. In napoletano “’a copp” vuol dire sopra. “’a man” è la mano. Fine del mistero: “’a copp ’a man” è semplicemente la parte sopra della mano. Quella che in italiano chiamano “dorso”, parola che sembra uscita da un libro di scienze delle medie. Si dice “’a copp ’a man” perché il napoletano, descrive la posizione, non il termine anatomico, privilegia chiarezza e immediatezza e nasce dal parlato quotidiano, non dal linguaggio tecnico
Il napoletano Non si complica la vita. Ti dice le cose come stanno: sopra, sotto, davanti, dietro. È una lingua che si vede, non si studia. E più ci pensi, più capisci che funziona sempre così tutto semplice. Tutto reale. Questa rubrica nasce così. Da una domanda un po’ stupida. Da quelle cose che ti chiedi e poi ti dici “vabbè, chissenefrega”. Questo è Il lato C delle cose. Le domande da ragazzino. Le risposte cercate sul serio. E forse, ogni tanto, anche qualche scoperta che ti fa dire: “Ah… quindi era questo.”









